MotoGP, Cecchinello: "Ora la Honda ci ascolta"

Lucio Cecchinello, team principal di LCR, parla dei nuovi rapporti sviluppati con la casa giapponese e del futuro della propria scuderia.

MotoGP, Cecchinello: "Ora la Honda ci ascolta"
MotoGP, Cecchinello: "Ora la Honda ci ascolta"

Dopo un 2016 chiuso in bellezza ed un 2017 iniziato in maniera altrettanto positiva, Lucio Cecchinello, team principal di LCR Honda, può guardare al futuro in MotoGP con ottimismo.

In un'intervista rilasciata al portale anglosassone Crash.net, l'ex pilota italiano parla della nuova considerazione che la casa giapponese ha sviluppato del suo team, grazie ovviamente agli ottimi risultati ottenuti da Cal Crutchlow: "Adesso non ascoltano solo i desideri di Marquez, ma stanno ascoltando anche Cal (Crutchlow, nda) e Dani (Pedrosa, nda). Abbiamo diverse specifiche di telaio e pacchetti di aerodinamica adatti alla guida di Cal. Ho notato che molte volte Pedrosa e Crutchlow scelgono specifiche simili, mentre Marquez è più estremo alle volte. Honda sta facendo un gran lavoro per dare a tutti i propri piloti il miglior pacchetto disponibile, anche perché la concorrenza è forte".

Il rapporto con Honda, però, non è stato sempre sicuro e nella prima parte della scorsa stagione Suzuki e Aprilia hanno provato ad inserirsi nel loro rapporto, forte anche della volontà di Dorna di volere più moto delle altre case motoristiche in pista. Cecchinello, però, non ha ceduto: "Non siamo mai arrivati alla negoziazione di un contratto. Ho subito informato Honda di quanto stesse accadendo e da lì abbiamo iniziato a negoziare il nuovo contratto per rendere la nostra cooperazione più forte. Dal Mugello dello scorso anno abbiamo deciso di continuare almeno fino al 2019"

Il nuovo contratto con Honda ha aperto anche la possibilità per il Team LCR di avere due moto in pista dal prossimo anno, ma anche se questo è il sogno di Cecchinello la realizzazione resta abbastanza difficile: "Stiamo considerando questa opzione e ci siamo dati una data di scadenza: Brno. Ci sono due strade: una prevede che io trovi nuovi sponsor che sovvenzionino una seconda moto e in tal caso prenderei un pilota forte di Moto2, preferibilmente italiano; la seconda è trovare un rider sponsorizzato da Honda o da qualche istituzione o multinazionale. Non è un segreto che il governo della Malesia sia interessato ad avere un pilota in MotoGP, ma non ce ne sono di competitivi. Nella stessa maniera, non è un segreto che Honda supporti Nakagami, che però non è tra i primi piloti della Moto2"