Dakar 2016: Laia Sanz, ovvero quando il valore umano vale più del cronometro

La pilota spagnola ieri ha fatto notizia per un bel gesto: visto un collega a terra dopo un incidente, non ha esitato a fermarsi per soccorrerlo, compromettendo di fatto la sua gara. Il pilota in difficoltà, Renet, per fortuna non ha riportato gravi lesioni.

Dakar 2016: Laia Sanz, ovvero quando il valore umano vale più del cronometro
foto: Getty Images

La Dakar 2016, oltre ad essere la gara più difficile e spettacolare, è teatro anche di dimostrazioni di come non sempre il cronometro sia la cosa più importante. Ne è un esempio lampante la pilota spagnola Laia Sanz, che durante la tappa di ieri non ci ha pensato due volte a fermarsi quando ha visto un collega a terra, compromettendo la gara ma più che decisa a soccorrere un pilota in difficoltà.

Sanz stava realizzando una grande tappa: viaggiava tra l'undicesima e la dodicesima posizione, non lontano dalle posizioni di testa, un risultato che quindi poteva permetterle di migliorare in classifica generale. Al chilometro 402 però ha trovato il pilota Husqvarna Pela Renet, esordiente nella Dakar, vittima di un brutto incidente che gli aveva provocato anche la perdita di conoscenza per una botta alla testa. La spagnola ha deciso immediatamente di fermarsi per soccorrerlo, chiamando il suo caposquadra perché avvisasse l'organizzazione e rimanendo accanto al francese per ben 36 minuti. Renet ha riportato un trauma cranico, oltre ad altre lesioni, ma la sua situazione non è grave. 

Mi aveva superato nella speciale e mi andava bene perché avevo iniziato a seguirlo e riuscivo ad essere più veloce” ha raccontato Laia Sanz. “Eravamo al km 402 quando c'è stato il suo incidente. All'inizio mi sono spaventata molto perché aveva perso i sensi, temevo il peggio: ci ha messo parecchio a tornare in sé. Quando poi si è ripreso ha parlato di dolori all'anca ed alla schiena, ma sta abbastanza bene.

Ho cercato di avvisare l'organizzazione ma l'Iritrack non funzionava: io li sentivo ma loro non riuscivano a sentire me” ha continuato la pilota. “Dopo alcuni tentativi ho chiamato con il mio telefono Alex Doringer, il mio caposquadra, perché avvisasse e poco dopo è arrivato l'elicottero medico, così sono riusciti a trasportarlo via. In totale è passata più di mezz'ora.

Attualmente trentottesima in classifica generale, la spagnola non rimpiange nulla, anzi: “Aiutare un collega è qualcosa che ogni pilota deve fare. Anche se ho perso tempo, era la cosa giusta da fare.” quei 40 minuti persi però potrebbero esserle ridati, a discrezione della direzione gara: “Penso che lavori bene e di solito ridà ai piloti il tempo che perdono per prestare soccorso.

Quando sono tornata in gara sono stata più lenta” ha poi aggiunto commentando la tappa, “quando trovi un incidente del genere, fisicamente lo senti.” Nonostante questa disavventura, la pilota KTM si sente in forma ed è positiva per quanto riguarda le prossime tappe: “Sto bene, l'altezza non mi ha condizionato e la moto funziona molto bene. Domani [oggi, n.d.r.] cercherò nuovamente di fare la mia gara, un passo alla volta.