Le Signore del Rally: Lancia Delta

In attesa dell'inizio del mondiale Wrc andiamo a scoprire le regine del mondo dei Rally. La prima è la Lancia Delta, capace di dominare dall'87 al '92

Le Signore del Rally: Lancia Delta
Le Signore del Rally: Lancia Delta

È una delle rally car più amate di sempre, l'auto da rally più vincente di sempre, anche più di Citroen e VW: è la Lancia Delta. Apparsa sulle scene del Wrc nel 1985 è stata la regina indiscussa dei successivi 11 anni, fino al 1995, anno della sua uscita di scena definitiva.

La Delta nasce nel 1979 dalla matita del genio Giorgetto Giugiaro. Sul mercato automobilistico è un boom, ne vengono vendute più di mezzo milione in 5 anni, ma soprattutto getta le basi per la Delta che darà spettacolo nei rally e che entrerà nella leggenda.

LA DELTA S4- E’ il 1983 e la Lancia 037 lotta contro le Audi Quattro e le Peugeot 205 T16, impresa non da poco, perché la vettura torinese è a trazione posteriore, mentre le rivali sono le prime ad introdurre la trazione integrale. Nonostante ciò la 037 regala alla casa torinese un incredibile ed inaspettato titolo costruttori, grazie ai successi dei due fenomeni Markku Alén e Walter Röhrl, che però devono cedere il passo, nel mondiale piloti, ad Hannu Mikkola, che, a bordo della formidabile Audi Quattro, vince il titolo. 

A Torino la sfida è lanciata, bisogna costruire una vettura stradale, a trazione integrale, da cui partire per sviluppare la versione rally. Si decide di prendere come base la Delta e cercare di migliorarne alcuni dettagli, come l’impianto frenante e la tenuta di strada, particolari importantissimi per una World Rally car. Dopo aver costruito motore, cambio e telaio, si pensa allo sviluppo della famigerata trazione integrale, con cui, però, i tecnici Fiat non hanno mai avuto a che fare. Alla fine l’impresa si compie e la vettura viene presentata nel dicembre del 1984: è una vettura innovativa, che lascia tutti a bocca aperta. Il motore è progettato da zero e solo per le competizioni, la versione base eroga 480 cv, che possono aumentare fino a 650 cv, grazie alla regolazione dell’overboost presente all’interno dell’abitacolo. Il motore è dotato di un sistema a doppia alimentazione, infatti la vettura è dotata di un turbocompressore KKK k27 ed in più di un compressore volumetrico (Volumex, sviluppato dall'Abarth

Il telaio, per comodità, è tubolare e non in monoscocca, così da poter intervenire più rapidamente in caso di necessità.  Le sospensioni sono a parallelogramma deformabile, poiché devono sopportare un’accelerazione incredibile, otto volte superiore a quella di gravità. In Corso Marche il lavoro non è concluso, perché c’è l’ambizioso progetto di progettare una versione per ogni tipo di superficie. Vengono progettate 4 Delta S4: la base, che sarà utilizzata su percorsi misti e neve, la versione rinforzata per i rally su terra, una versione alleggerita per i Rally su asfalto ed una versione Safari, per affrontare il rally Safari in Africa. 

L’esordio ufficiale in gara è al rally RAC, ultimo appuntamento del 1985 ed è subito un trionfo: 1° Toivonen, 2° Alen, la sfida per il 1986 è lanciata, Peugeot e Audi sono avvisate.

Inizia la stagione 1986 e al Rally di Montecarlo è già trionfo con Henri Toivonen e Sergio Cresto dominatori assoluti, nonostante un incidente nel corso di una prova con un privato francese. Gli altri due alfieri Lancia: Alen e Biasion escono di scena durante la prima e l’ultima speciale.

La svolta, però, è dietro l’angolo. In PortogalloSantos con la sua Ford Rs200 finisce sulla folla, muoiono 3 persone e altre 10 restano gravemente ferite. Tutti i team ufficiali abbandonano la corsa, ma è la scintilla che fa scattare l'allarme. 

Passano due mesi e la squadra Lancia si presenta in Corsica, per il Rally de Corse. Per tutto la squadra, la prova francese ha un sapore particolarmente triste, poiché sulle stradine dell’isola francese un anno prima era morto, a bordo di una Lancia 037, l’italiano Attilio Bettega. Superato il momento commemorativo, la gara comincia e vede sin da subito il duello tra Henri Toivonen e Bruno Saby su Peugeot 205 T16. È il 2 maggio, precisamente un anno opo la morte di Bettega, quando Toivonen, fino ad allora unico vero interprete della veloce ma grezza S4, viene abbandonato dalla fortuna e durante la discesa del Col d'Ominanda cade in un burrone. Scoppia un incendio, che nessuno riesce a domare, Toivonen e Sergio Cresto, suo copilota, muoiono all’istante. La Lancia ritira tutte le vetture ufficiali dalla competizione, ma soprattutto in questo momento la FIA decide di bandire, a partire dal 1987 tutte le auto del Gruppo B. 

Il mondiale, tra le mille polemiche, va a Juha Kankkunen su Peugeot, che sconfigge Markku Alen su Lancia Delta S4. Le polemiche scaturiscono dal fatto che le 3 Peugeot ufficiali sono squalificate al Sanremo, prova decisiva per l'assegnazione del mondiale piloti. Il titolo inzialmente è vinto da Alen, che si fregia così dell'alloro. La casa francese fa ricorso alla FISA (attuale FIA) e riesce ad ottenere l’annullamento del Sanremo, così la vittoria iridata va a Kankkunen, mentre il titolo costruttori va alla Peugeot. Dopo un anno la carriera della S4 è già chiusa.  

 

LA 4WD E IL TRIONFO DI KKK- Bandito il Gruppo B, a Torino si pensa all’87 e alla nuova vettura. Si punta ancora sulla Delta, ma essendo la potenza limitata, tutto l’interesse degli ingegneri si focalizza sullo sviluppo della Trazione integrale, che potrebbe far pendere l’ago della bilancia verso le vetture italiane. In Lancia si pensa di usare la Delta 4WD HF, presentata a maggio dell’86 ed erede stradale della S4: è l’inizio dell’epopea Lancia. 

Nell’87 il team Martini Racing presenta al via con 3 dei piloti più forti del lotto: Alen, Kankkunen e l’italiano Miki Biasion. I tre dominano la stagione e arrivano al RAC, ultimo appuntamento del mondiale, separati da 14 punti: 94 Biasion, 80 Alen e Kankkunen. Biasion non c'è e così la lotta è tra i due finlandesi, con Kankkunen che vince il RAC e di conseguenza anche il 2° titolo iridato, eguagliando così Walter Rohrl.


La Delta è talmente superiore che anche un semi-sconosciuto Franz Wittmann, con una Delta privata, riesce a vincere il Rally di Nuova Zelanda battendo avversari come Erikson e Blomqvist, ed in più vince anche i primi due Rally della stagione 1988, con Saby a Montecarlo e con Alen in Svezia

IL BIENNIO DI BIASION- Ma alle porte c'è già una nuova perla: La Lancia Delta Integrale, destinata a sconvolgere la storia del Rally. Emigrato in Toyota KKK, in Lancia si punta su Alen, Alex Fiorio e soprattutto su Miki Biasion. Il bassanese è la punta di diamante del team, dopo aver sfiorato il successo nell'87, raggiunge la piena maturità e lo dimostra nel mondiale. Pokerissimo, 5 vittorie che non lasciano scampo agli avversari: Portogallo, Safari, Acropoli, Olympus e il Sanremo, penultimo rally stagionale.

Ai successi del veneto si aggiungono quelli di Saby (a Montecarlo), quello dell'argentino Jorge Recalde, nel rally di casa, e i 3 successi di Markku Alen: Svezia, Mille Laghi e RAC. 10 gare su 13, il mondiale piloti è di Biasion, ma alle sue spalle è un monologo Lancia, con Alen 2° e Fiorio 3°, con la Delta del Jolly Club. Naturalmente la casa torinese vince anche il titolo costruttori, 140 punti contro i 79 della Ford e i 71 dell'Audi

L’89 è la fotocopia del mondiale precedente. Biasion trionfa al Montecarlo, poi in Portogallo e concede il tris al Safari, è la 50° vittoria Lancia. La striscia di vittorie, per il veneto, è interrotta solo dalla vittoria di Didier Auriol, sempre su Lancia, nel Rally di casa, in Corsica. Miki trionfa all’Acropoli e poi al Sanremo, dove la Martini sostituisce la storica livrea bianco-rossa-blu con una rosso fiammante. In più la Lancia trova anche il trionfo di Mikael Ericsson in Argentina. 7 vittorie, bis di Biasion nel mondiale e 3° titolo costruttori consecutivo. Alle spalle di Biasion, 2° è Alex Fiorio, mentre Alen, fido scudiero nel 1988, fa solo qualche apparizione.

 

L'ARRIVO DEI GIAPPONESI ED IL TRIS DI KKK- Nel frattempo, dal Sol Levante, sta crescendo sempre più la Toyota Celica ST165 che punta tutto sul veloce spagnolo Carlos Sainz, i nipponici iniziano a far paura. La casa giapponese presenta ai nastri di partenza una vettura innovativa ed un aggressivo Carlos Sainz, la Delta risponde con un trio da leggenda: il campione del mondo Miki Biasion, il due volte iridato Kankkunen e la stella nascente Didier Auriol, la sfida è epocale.

Biasion si aggiudica Portogallo e Argentina. Auriol trionfa al Montecarlo, 55° successo Lancia al 200° rally e bissa pochi mesi dopo al Tour de Corse, infine si concede la gioia del tris al Sanremo. Kankkunen vince solo in Australia, ma è anche tre volte 2°, Sainz risponde con i successi ad Acropoli, Nuova Zelanda e 1000 Laghi e si presenta al Sanremo come favorito. Nelle stradine dell’entroterra ligure vince Auriol, 2° è KKK, ma a Sainz basta il 3° posto: è campione del Mondo, mentre la Lancia si consola con il titolo costruttori, il 4° di fila. 

Il campionato non è ancora finito, c’è il RAC. In Gran Bretagna Sainz e Kankkunen danno vita ad un duello stupendo, nessuno dei due si tira indietro, alla fine la spunta il pilota della Toyota, che sfrutta il ritiro del finlandese per vincere il 4° Rally della stagione. 

Il '91 è l'anno della riscossa, ancora Sainz contro Biasion, Kankkunen e Auriol. Al Montecarlo dopo 7 anni, si interrompe il dominio Lancia, con Sainz che trionfa davanti a Biasion e Delacour, a lungo in lotta con lo spagnolo. Sainz bissa in Portogallo, ma è arrivato il momento di Juha KKK. Kankkunen, infatti, riapre i giochi al Safari, dove Sainz va fuori, e bissa il risultato all’Acropoli, dove lo spagnolo è dietro per soli 61”. Sainz risponde con le vittorie in Nuova Zelanda, dove Kankkunen è dietro per 1’ e in Argentina. KKK vince in casa, al 1000 Laghi e in Australia, dove Sainz si ritira dopo uno spettacolare capottamento. 


Il Sanremo va ad Auriol, ma è il successivo appuntamento in Spagna a diventare decisivo: Sainz è tradito dalla sua Celica, Kankkunen è 2° ed il mondiale non è chiuso. Ancora una volta è decisivo il RAC: Sainz è appiedato ancora una volta dalla Celica, ma riesce a recuperare e chiude 3°. KKK centra il colpo, vittoria al RAC e mondiale. Il terzo in carriera, è il primo a fare tris, incredibile. 

LA LANCIA DICE ADDIO- Il 18 dicembre arriva, però, la bomba. La Lancia alle 17.45 annuncia con un comunicato stampa che si ritira da tutte le competizioni: "La Lancia trasferirà alla Martini Racing le vetture e i piloti Juha Kankkunen (campione mondiale in carica,ndr) e Didier Auriol. L' assistenza per le gare del prossimo anno sarà assicurata dall'organizzazione del Jolly Club". Un pezzo di storia che se ne va: 10 mondiali costruttori vinti (11 se si conta la vittoria della Fulvia HF nel '72), 4 titoli piloti (più la Coppa FIA di Sandro Munari nel 1977). 

1993: AURIOL VS SAINZ- La fame di vittorie non è finita e così nasce, dall'unione di Martini e del Jolly Club, un piccolo team gestito dall’ingegner Claudio Bortoletto. La vettura per la stagione è la Lancia Delta HF Integrale Evo1, ultima invenzione Lancia prima dell’addio: disegno delle sospensioni innovativo rispetto al passato, carreggiata allargata, così da rendere l’auto più maneggevole. Emigrato in Ford Biasion, a tenere alto l’onore della Lancia sono Auriol e Kankkunen, di fronte ancora Sainz e la Celica, con il modello Turbo ST185.

La sfida è stupenda, così come l’esordio della Lancia, al Montecarlo. Auriol 1°, KKK 3°, in mezzo a loro Sainz.

In Portogallo Auriol va fuori, ma Kankkunen porta a casa il trionfo, con Sainz che chiude 3°. È l’unico trionfo della stagione per il finnico, che però giunge ben sei volte 2° e due volte 3°. Auriol si scatena dopo il Safari, dove vince Sainz, e mette in fila 5 vittorie: Corsica, Acropoli, Argentina, 1000 Laghi e Australia, mentre Sainz risponde con la vittoria, contro nessuno, in Nuova Zelanda. Auriol arriva a Sanremo con il primo match point. Trionfa Aghini, mentre il francese è out a causa di un incidente. La sfortuna si accanisce sul pilota Martini, che, dopo 3 settimane, in Catalogna è solo 10° a causa di un problema allo sterzo, Sainz vince, ringrazia e salta in cima alla classifica. Si arriva al RAC: alla vigilia Sainz è 1°, con 2 punti su KKK e 3 su Auriol. Una candela tradisce Auriol, Sainz e Kankkunen lottano, ma alla fine lo spagnolo la spunta e va a vincere il 2° titolo. 

A fine stagione arriva il secondo colpo di scena, ad un anno preciso dal ritiro della Lancia, anche la Martini dice addio, il Jolly Club resta da solo. 

ARRIVA SAINZ- Sainz vuole la Delta, ma c’è un problema: se Kankkunen è già in Toyota, il francese Auriol ancora è legato al Jolly Club. Alla fine firma per la Toyota e così Sainz si presenta da Bortoletto, con al seguito il suo sponsor: la Repsol, rimpiazzata dalla Toyota con la rivale Castrol. Ad affiancare Sainz, c’è il giovane Andrea Aghini, che in Portogallo centra il primo podio della stagione. La Delta, però, non è aggiornata da un anno e non rispetta nemmeno alcuni articoli del regolamento e si vede: Sainz riesce a centrare solo un 2° posto all’Acropoli, così come fa Patrick Snijers al Sanremo.

L'ADDIO DEFINITIVO- A fine stagione arriva l'addio definitivo, anche il Jolly Club saluta. Si chiude così l’avventura della Lancia Delta nei Rally. 51 vittorie in tutto, 5 per la S4 e 46 per la Integrale. 4 titoli piloti e 6 titoli costruttori, vinti in modo ininterrotto dal 1987 al 1992, ultimo anno davvero competitivo della Delta. Per battere questi record dovrà arrivare il Cannibale Loeb con la Citroen, che vincerà sì 8 titoli costruttori, ma solo 5 consecutivi e per di più con tre vetture diverse: 3 per la Xsara  (dal 2003 al 2005), 3 per la C4 (dal 2008 al 2010) e 2 con la DS3 (2011-2012).