Emis Killa e una "Terza stagione" che sa di ritorno alle origini

Il rapper di Vimercate lancia il suo terzo disco ufficiale. Tante cose sono cambiate dal suo esordio, ma lui sembra soffrire queste novità e sforna un disco in cui ci sono molti pezzi poco consoni al gusto del grande pubblico.

Emis Killa e una "Terza stagione" che sa di ritorno alle origini
Emis Killa e una "Terza stagione" che sa di ritorno alle origini

Emis Killa è sicuramente uno dei personaggi più discussi del panorama rap italiano. Tantissimi lo considerano praticamente un cantante pop, dato che è arrivato al successo grazie a pezzi molto maincome "Parole di Ghiaccio" e nel suo secondo album sotto major, ovvero "Mercurio", erano presenti molti pezzi che avevano richiami più alla musica leggera che all'Hip-hop. Ci sono però molti altri, e tra questi sono da annoverare molti addetti ai lavori, che considerano il rapper di Vimercate uno degli artisti più forti e tecnici del panorama italiano. La verità probabilmente sta nel mezzo. Quel che è certo è che il cantante sta soffrendo i meccanismi canonici della musica italiana, che non impongono, ma consigliano fortemente la partecipazione ai talent e la produzioni di singoli molto catchie per lanciare i dischi. Guè Pequeno, suo amico e collega, nella sua intervista a Rolling Stone ha definito il primo singolo di "Terza stagione" (nello specifico "Cult"), cito testualmente, "una puttanata" perchè considera Emis "vittima del sistema". Killa però alla fine ha lavorato in silenzio, lasciando trapelare i suoi malumori per il sopracitato "sistema" solo in alcune barre di alcune canzoni, come "Se Penso al Rap" o "Qualcuno" (traccia dell'ultimo disco di Jake la Furia). Dopodichè ha lanciato il singolo orecchiabile, come da programma, per poi stupire tutti con un disco che si trova al limite tra maine underground, con tracce molto controverse.

Già dall'inizio della tracklist, Emis Killa fa capire come non abbia voluto costruire un cd fatto di tante tracce orecchiabili, che vengano skippate dall'ascoltatore medio, alla ricerca del singolo che passa in radio in quel momento. In pezzi come "Dal basso", "Non era vero", "Quello di prima" e "Uno come me", il rapper effettua una grande presa di posizione, affermando con forza le sue origini e iniziando a dipingere il suo quadro di accuse e ne ha per tutti, dai suoi fan all'italiano medio. Difficilmente uno sfogo così diretto può piacere al grande pubblico, ma proprio qui sta la chiave di lettura del disco. Killa non ha voluto seguire ciò che vuole il pubblico, ma ha voluto tornare a far parlare di sè, nel bene o nel male, tornando alla figura del rapper che si autocelebra, che attacca i poteri forti e che insulta. Infatti in questo disco si torna a parlare di vizi come l'abuso di alcol ("Jack"), si cita spessissimo l'uso di marijuana come sedativo e si torna a parlare in modo controverso delle donne. Su quest'ultimo argomento i pezzi sono ben due, ovvero "Su di lei" e "3 messaggi in segreteria". La prima non è uno dei punti di forza del disco, anzi, forse è uno dei punti più bassi, dove Emis fa lo spaccone (esagerando non poco) e spiega per iperboli quanto sia bravo a letto. In questo disco non si sentiva il bisogno di una traccia del genere, che stona con il resto delle tracce, dove comunque, nonostante un'attitudine grezza, restano un certo stile e un certo savoir fair, se così si può chiamare, che in questa traccia non ci sono. Molto diverso il discorso per "3 messaggi in segreteria", la traccia più controversa dell'album. Il pezzo, al primo ascolto, non può lasciare indifferenti, chiunque abbia un orecchio allenato può percepire la rabbia dell'autore mentre sputa le sue rime ed è sicuramente una traccia che colpisce molto. Per come viene trattato l'argomento del femminicido, chiaramente non ci poteva non essere la reazione furibonda delle femministe, puntualmente arrivata all'uscita del disco. Il rapper si è difeso spiegando che, nei suoi pezzi, lui crea dei personaggi, non vuole parlare di qualcosa che viene compiuto da lui in prima persona e non era sua intenzione perciò istigare il femminicidio, ma riportare l'attenzione su un argomento spesso sottovalutato in Italia.

Non mancano però i pezzi più melodici e leggeri, a spezzare la pesantezza della rabbia e dell'autocelebrazione, come "Prima che sia lunedì", traccia leggera piazzata in modo da calmare un po' le acque dopo aver sparato subito due singoli. Proprio in queste tracce si concentrano anche i featuring. In "Non è facile" assistiamo ad un Jake la Furia nelle insolite vesti di cantante di ritornello e bridge, l'esperimento funziona, anche se il buon Jake è sicuramente più adatto a rappare. La traccia "Parigi" ricalca un po' quanto fatto da Emis Killa nei precedenti album con "Parole di ghiaccio" ("L'Erba cattiva") e "Scordarmi chi ero" ("Mercurio"), il classico pezzo d'amore tanto amato dalle radio italiane e che Killa prova un po' a rendere innovativo rispetto agli episodi precedenti, inserendo la voce di Neffa nel ritornello. Una canzone particolare è sicuramente "Buonanotte", con Maruego, dove quest'ultimo sperimenta un flow diverso dal solito, facendo nascere una sinergia molto particolare e piacevole dopo qualche ascolto, per un argomento già ribaltato come un calzino dal rap come quello della vita notturna. Un peccato invece l'aver relegato Coez ad un semplice bridge, dato che il pezzo "All'alba delle 6:00" sembrava avere un sound molto nelle corde del rapper/cantante romano, che invece fa quasi un semplice cameo, aggiungendo poco alla canzone. Gli ultimi featuring solo quelli di Fabri Fibra, Giso e Jamil, che compaiono in pezzi più hip-hop rispetto agli altri. La traccia "Sopravvissuto" chiamava proprio a gran forza il rapper di Senigallia, che, quando si tratta di parlare di come appunto si soppravvive ad una vita che sembra chiuderti ogni possibilità, ha più volte dimostrato di essere imbattibile. Il pezzo "Vecchia Maniera" è però forse che quello che trae effettivamente quel qualcosa in più dalle collaborazioni, con Giso e Jamil che scrivono strofe per certi versi addirittura superiori a quelle di Killa, lasciando il segno. Il disco si chiude con il pezzo "Vestiti sporchi" arricchito dagli scratch di un Dj 2P in formissima. Scratch che è tipico dell'hip-hop, ma che in Italia però sta cadendo un po' nel dimenticatoio.

Passando alle produzioni, Emis ha scelto un panel di produttori molto variegato, per dare però un sound molto preciso al disco, che deve passare da step molto grezzi ad altri invece soft, ma senza stonare. Immancabile Big Fish che dai suoi polpastrelli ha dato vita a molti dei successi del rapper di Vimercate e che, stavolta in collaborazione con Rhade, ha dato vita anche qui a numerose tracce. Non stupisce neanche vedere il nome di Don Joe, uno dei nomi più grossi della musica rap italiana, che produce infatti due singoli ("Non era Vero" e "Quello di prima" con Andry the Hitmaker). Sempre restando nell'area dei soliti noti, ci sono anche i 2nd Roof e Pk, vero e proprio compagno di viaggio di Killa. Cuorisa la sinergia con Sick Lucke, che sta in realtà facendo successo con un suono più tendente alla trap insieme alla Dark Polo Gang, ma che in "Jack" conferma di poter dar vita anche a basi più classiche. C'è però spazio anche per produttori meno esperti come Zef, Nebbia e A.Erba.

Tracklist

1 Dal Basso
2  Non era vero
3 Prima che sia lunedì
4  Italian dream
5  Quello di prima
6  Parigi (feat. Neffa)
7  Uno come me
8  Non è facile (feat. Jake La Furia)
9  Jack
10  All’alba delle 6:00 (feat. Coez)
11  Sopravvissuto (feat. Fabri Fibra)
12  Su di lei
13  Cult
14  3 Messaggi in segreteria
15  Buonanotte (feat. Maruego)
16  Vecchia maniera (feat. Giso e Jamil)
17  Vestiti sporchi

Voto: 7 1/2. La "Terza Stagione" di Emis Killa colpisce nel segno. Il rapper mette un po' da parte il sound sempre più pop verso cui stava tendendo dopo il successo di Mercurio, cercando di togliere l'attenzione dal suo personaggio, per concentrarla solo ed esclusivamente su musica e testi. Il disco non ha una traccia che si sopraeleva sulle altre, dando vita ad un disco che spazia dall'amore al femminicidio senza stonare a livello di suono. Sicuramente, per essere compreso, va ascoltato in tutta la lunghezza della trackilst. Anche i singoli episodi possono risultare piacevoli, ma perdono d'efficacia se estratti dal contesto in cui sono stati inseriti da Killa. Quest'ultimo ha voluto dipingere un quadro ben preciso di quella che è la sua idea del mondo, un'idea che è ovviamente quella di un ragazzo che ce l'ha fatta solo con le sue forze, passando dalle stalle alle stelle, ma che, a differenza di molti altri artisti, è rimasto scottato dai meccanismi triti e ritriti della musica italiana e in questo disco esprime gran parte delle sue frustrazioni, che possono risultare più o meno piacevoli, a seconda del gusto dell'ascoltatore.

Traccia sorpresa: "Vecchia Maniera (feat. Giso & Jamil)", una traccia molto sentita da tutti e tre i rapper, che si esaltano su una base con un sound classic hip-hop, dando vita a tre strofe d'alto livello, con testi che colpiscono.

Traccia flop: "Su di lei", questo episodio stona molto col resto dell'album. Oltre ad aggiungere un ulteriorie carico sul rapporto controverso con le donne, già trattato con rabbia in "3 messaggi in segreteria", sembra essere una traccia inserita quasi a forza nella tracklist.