Sanremo Giovani - Le pagelle (seconda parte) dei 60 artisti in lizza per l'Ariston

Scelti dalla produzione i 60 giovani per la prima selezione sanremese. In attesa che vengano decisi i 12 (e poi gli 8 finali) per il Festival. Vavel Italia recensisce per voi i brani: ecco altre 20 recensioni (in rigoroso ordine alfabetico)

Sanremo Giovani - Le pagelle (seconda parte) dei 60 artisti in lizza per l'Ariston
Luca Tudisca: autore e interprete de "Il ritrattista"

Gerardo Pulli: Film erotico giapponese – 7. Sicuramente un pezzo particolare. Non c’è una via di mezzo: piace o non piace, come da sempre ci ha abituati l’ex ragazzo di amici.

Giannetti: Ossigeno – 5.5. Ascoltabile, ma non lascia traccia.

Hugolini: Semaforo – 6.5. Cantautoriale, moderno, anche simpatico, può starci.

Ivan Granatino: Chapeau – 6.5. Forse l’unico artista hip hop dei 60 partecipanti. Non originalissimo sotto alcuni aspetti, ma è sicuramente uno dei più promettenti del lotto.

Jo M: L’uragano non ci prende – 6.5. Il pezzo è indubbiamente sanremese, però ha un bel testo ed è orecchiabile.

Jose Nunes: Va bene così – 5.5. Nelle strofe sembra Neffa, ci sono molti anni ’80 nel ritornello. Non è esaltante, c'è di meglio (ma anche di peggio).

Julia Vertaldi: E tutto quel che resta è amore – 5.5. Quella dell’odio l’avevano già provata i Bluvertigo vent’anni fa. Ma, come il precedente, puzza tutto di vecchio.

Ketty Passa: Caterina – 7. Al primo ascolto potrebbe lasciare molto interdette le salme abitanti la platea dell’Ariston, ma è oggettivamente un gran pezzo (e finalmente una parolaccia, consentitecelo).

Kroger: Sorprendimi – 5. Un po’ troppo “tumblr”, anche se va di moda. Per il resto anonimo.

La Rua: Tutta la vita questa vita – 7.5. Li ascolti una volta e capisci che sono bravi, li ascolti una seconda e ti chiedi cosa diamine ci facessero ad Amici. La mano di Dario Faini è evidente nel pezzo, però il sound è riconoscibilissimo. Tra i migliori.

LaKurA: Pagine di noi - 6. Il testo è bello e lei ha una gran voce, ma il ritornello è molto rivedibile.

Lele: Ora mai – 5.5. Impeccabile l’interpretazione, come ogni prodotto da talent. La canzone è un po’ insipida.

Lelio Morra: Domani – 4.5. Musicalmente infima. Peccato perché qualche sprazzo di bel testo ci sarebbe anche.

Leo Stain: Ciò che resta – 4.5. Testo intriso dei classici stereotipi da canzone italiana del 2000. Musica forse un po’ meglio, ma non basta.

Lorenzo Summa: Rido per me – 5. La strofa è carina, però poi sfocia nel già sentito e diventa banale.

Luca Tudisca: Il ritrattista – 8. Ascolti le prime note e capisci che è qualcosa di diverso dal resto. Questo è un cantautore con la C maiuscola, non capito ad Amici da un pubblico inadatto a un certo livello di musica.

Luca James: Distrattamente – 5.5. Se la smettesse di imitare Cremonini (un misto tra quello dei Lunapop e il cantautore) sarebbe meglio. Canzone passabile.

Maldestro: Canzone per Federica – 7.5. Come voce sembra un cantautore vecchio stile. Gran bel testo, qualche pecca sull’arrangiamento, qualcosa di diverso avrebbe aiutato il brano a rendere ancora meglio.

Marco Colonna: Il cuore fa rumore – 5. Tutto già sentito, il ritornello è da tasto “mute” immediato.

Marianne Mirage: Le canzoni fanno male – 7. E’ l’asso nella manica di Caterina Caselli, e per questo molto probabilmente la vedremo all’Ariston. Canzone che con più ascolti potrebbe migliorare.