Tornano i Sum41 con un album che sa di rivincita

Deryck Jayson Whibley torna al microfono dopo 5 anni di inattività e problemi di salute, ma è dal fango che nascono le rose e questo disco ne è la conferma.

Tornano i Sum41 con un album che sa di rivincita
I Sum41

I Good Charlotte, in una loro famosa canzone, affermavano in maniera tragi-comica:
I had a nightmare, but I wasn't dreaming
I ran outside to see, it's not 2003
Turned on the radio, it's so confusing
Rappers were singing and rockers DJ'ing
There's no guitars on the songs that they're playing

 

Questo è proprio ciò che non è successo alla band di Bizzy D. Il tipico sound punk-rock che li ha fatti diventare famosi nei primi anni 2000 grazie all’album “All Killer No Filler” non è stato toccato. L’acclamato ritorno alla chitarra di Dave Bakhs, ancora prima dell’uscita del disco, lanciava un segnale ben preciso ai fan, e le aspettative non sono state deluse.

Quello che è radicalmente cambiato è stato fondamentalmente il carattere del frontman della band. Le storie di alcol che lo hanno segnato sono diventate famosissime, ma è l’uscire a testa alta dai problemi che rende un uomo tale…ed è proprio quello che Deryck ha voluto dimostrare a tutti con il suo nuovo disco.

Il complesso originario di Ajax ha lanciato due singoli sul web prima dell’uscita del disco: inizialmente è stato il turno di “Fake my own death” ed in seconda battuta è toccato a “War”. 

13 voices è un disco estremamente maturo, che rimette in gioco la band dopo anni di inattività. Il disco dura poco meno di 38 minuti, non sicuramente un lavoro estenuante per il loro ritorno sulla scena, ma un prodotto qualitativamente di livello, dove viene a galla tutto il recente passato del cantante del gruppo.

La canzone che più rappresenta questa evoluzione personale e questa rivincita, dopo anni di dipendenze e sofferenze superate brillantemente, è “Breaking the chain”.

“’Cause the life I knew has a different view. Tonight, I’m breaking the chain” E allora bentornato Deryck.