Mistaman prova a vedere il mondo in "Realtà aumentata", la recensione del nuovo album

Il rapper dell'Unlimited Struggle torna a far parlare di sè nel mondo dell'underground  con il nuovo album "Realtà Aumentata", a due anni di distanza dall'ottimo "M-Theory"

Mistaman prova a vedere il mondo in "Realtà aumentata", la recensione del nuovo album
La copertina dell'album. Fonte: http://www.mondorap.it

Mistaman, all'anagrafe Alessandro Gomiero, è un nome che a molte persone dirà probabilmente ben poco. Per gli amanti del genere invece, la sua crew è la Unlimited Struggle, vero e proprio pilastro del rap underground italiano e conosciuta da tutti i fan del genere. Lo stile di Mista è molto preciso e ben delineato. Fin dai suoi primi successi, come per esempio "Parole", si è fatto notare per dei testi studiatissimi e per una grande ricerca per quanto concerne tecnicismi et simila. Alla grande ricerca delle parole,  si aggiungono tematiche pesanti, che mettono in mostra tutta la disillusione e la voglia di andare contro il sistema di una persona cresciuta negli anni '90 e con la musica di quel periodo. C'è però anche spazio per l'evoluzione, che in un artista è fondamentale. "Realtà Aumentata" dunque ci propone il solito stile di Mistaman, che però in alcuni punti si reinventa, portando comunque una ventata di freschezza, per evitare quel retrogusto di già visto e sentito. Già dalla copertina si capisce che il tiro stavolta vuole essere un po' diverso. Non c'è più il faccione dell'artista, bensì una persona  da sola, in bianco e nero e la cui faccia è occultata da una luce blu. Si capisce fin da subito che l'allegria non sarà il tema portante dell'opera.

Il disco

La sensazione viene confermata in toto dall'ascolto delle prime due tracce dell'album, che hanno una tematica similare, che quasi le lega. La prima, "Apocalypse Yao", è una traccia dai tratti tanto epici quanto inquietanti. Il rimando è chiaramente ai quattro cavalieri dell'Apocalisse e la voce scelta per gli intermezzi (non c'è un ritornello) è solenne, proprio come se fosse un passo della Bibbia. Le strofe sono quattro ed in ognuna viene trattato uno dei cavalieri. Il pezzo porta già alcuni esempi di quanto Mistaman ci tenga ai dettagli tecnici. Infatti ognuna delle figure apocalittiche viene prima preannunciata nell'intermezzo parlato, per poi essere citata di nuovo solo a metà strofa. È sicuramente il pezzo più pesante e che meglio rappresenta il disco e il modo di fare del rapper. C'è anche una continuazione del filone del "pessimismo cosmico", già presente nella traccia d'apertura di "M-Theory" (2014), ovvero "Si Salvi Chi Può" (in cui si descrivevano tutti i difetti dell'Italia). Le cose nella traccia seguente non migliorano. Entra in gioco infatti anche la disillusione e "Non c'è Domani" (ultimo singolo estratto) è un campanello di allarme che il rapper cerca di suonare il più forte possibile. Nel pezzo Mista denuncia quanto la superficialità stia dominando il mondo, invitando, con una provocazione, a fare festa anzichè pensare effettivamente alla crisi economica e di valori che sta vivendo la nostra epoca. Dopo due pezzi cosmologici, Mistaman mette il focus sulla musica, il suo campo per eccellenza. L'ingresso dell'hip-hop nel mondo del mainha scatenato tantissime polemiche interne, tra lo zoccolo duro che rimpiange la golden age, chi vorrebbe un ritorno delle sonorità classiche e chi invece fa il suo senza pensarci troppo sopra. Il rapper in "Hiphopcrisia" ci dice la sua, richiamando lo stile con cui è cresciuto, ma senza negare a priori le novità, ricordando che al centro dell'attenzione ci deve essere sempre la musica e che ciò che ci circonda (come per esempio i social) non dovrebbe prendere il sopravvento sulla produzione artistica. "Se non ti piaccio" è invece un pezzo  di forte autoaffermazione, in cui Mistaman mette in chiaro il suo modo di fare questa roba del rap. Ha un altro lavoro per vivere, scrive e canta testi senza pensare ad accontentare tutti, come invece fanno molti "professionisti" del settore. È naturale quindi che la sua musica non piaccia a tutti e che anzi venga apprezzata solo da pochi, ovvero quelli che sono disposti a perdere del tempo per entrare nei suoi testi. La passione verso il rap Mistaman prova a comunicarla in "In Fuoco", dove, ai tantissimi dubbi e alla tensione espressi nelle strofe, contrappone un ritornello che risulta quasi essere spensierato, una novità in quella che era fino a questo punto l'economia del disco. Passato che viene onorato una volta di più in "Operazione Nostalgia", battendo il tasto però per l'ennesima volta su quanto sia importante non restare troppo legati a quanto è già successo.

Dopo l'avventura tra passato e futuro, lunga quattro tracce, Mistaman decide di sfornare una traccia dal gusto molto old school, ovvero "Mista McFly". Il ritornello in inglese è probabilmente stato ispirato dalla produzione internazionale (il beatmaker è infatti il canadese Marco Polo) e il pezzo è una raccolta di punchline (ovvero rime partircolarmente aggressive, caratteristica di solito del freestyle, campo di cui Mistaman è stato esponente per diversi anni). Dopodichè l'album ci propone un metatesto, ovvero un testo che parla di come si scrive un testo. Il richiamo è alla funzione metalinguistica, che è una delle sei funzioni del linguaggio. "Indelebile" (primo singolo dell'album) serve al rapper per raccontarci cosa gli passi per la testa mentre si trova a scrivere una sua canzone. Alla posizione numero nove troviamo quella che è una novità assoluta nella sua carriera. "Noi" infatti è un pezzo d'amore, argomento toccato molto raramente nel corso della sua carriera. La cosa viene comunque trattato alla maniera di Mista. Non ci sono lati melensi o cinematografici, ma è un pezzo che mantiene una certa crudezza, parlando di un amore che rinasce dopo anni di oscurità: "Amare l'ho de-costruito/ E poi sostituito con l'istinto primordiale/ Ora son qui per re-imparare". Con la titletrack si torna ai problemi esistenziali, con Mistaman che invita a trovare una propria via di fuga dalla realtà, per avere poi però la forza di plasmarla a proprio modo, senza arenarsi, richiamando il tema della superficialità denunciato a inizio album. L'atmosfera inizia ad essere veramente pesante e lo stessa artitsta sembra accorgersene, tanto che nella traccia successiva, "Basta", esplode improvvisamente tutta la sua aggressività (richiamo a "Ti Ammazzo", pezzo di "M-Theory" scritto insieme a Johnny Marsiglia ed E-Green). In questa canzone, fatta di nuovo quasi esclusivamente di punchiline, afferma la superiorità sua e della sua crew nei confronti di tutti gli altri. Siamo ormai quasi agli sgoccioli di questo viaggio, ma il rapper ha un ultima cartuccia da sparare. In "Lost in Translation" a finire sotto accusa è l'eccessivo uso di inglesismi, denunciato attraverso un parallelismo che mira a mettere in evidenza quanto spesso le traduzioni risultino alla fine goffe e ridicole, dando riferimenti sbagliati, soprattutto ai giovani. Forse questo è il pezzo un po' più debole dell'album. Non perchè manchino originalità e stile, ma perchè è la canzone dove Mistaman tira fuori meno idee geniali del solito, limitandosi al sottile gioco dell'equivoco. L'album si chiude con una prova di purissima tecnica, topos dell'artista. Esattamente come in "M.I.S.T.A.M.A.N." (Anni Senza Fine, 2008) e "Irreversibile" (M-Theory), Mista anche in questo album scrive un pezzo dove cerca di spingere al limite il più possibile le sue capacità di inventiva con l'italiano. In "M.I.S.T.A. 2.0" si inventa ben diciannove modi possibili per sciogliere l'acronimo, ennesima prova di forza di un artista che ha fatto della parola la sua missione.

Produzioni e featuring

Ciò che balza all'occhio è l'assenza di featuring. Qeusti sono una caratteristica tipica del rap, che però più di qualche artista sta incominciando a ridimensionare, a causa di una certa saturazione avvenuta negli anni passati. Mistaman avrebbe potuto fare qualche esperimento in questo senso, per esempio in "Apocalypse Yao" non sarebbe stato assurdo vedere quattro rapper sulla traccia, uno per ogni cavaliere dell'apocalisse, dando vita ad una posse track (traducibile, in sintesi, con "pezzo di squadra"). L'artista però alla fine, vista anche la profondità delle tematiche trattate, ha preferito fare tutto da sè, dando il suo punto di vista e il suo di fare al 100%. C'è omogeneità anche nella scelta dei produttori. Big Joe si prende le luci della ribalta per gran parte dell'album, mettendo la firma su ben otto dei tredici pezzi e, facendo risuonare i suoi bassoni in lungo ed in largo, immette nel disco un suono molto hip-hop, ma dà anche spazio a qualche sonorità meno tipica, come quella orientaleggiante di "Hiphopcrisia". In "Non c'è domani" e "Noi" troviamo un' ottima prova di Gheesa, beatmaker emergente che ha collaborato in passato in particolare con Kiave (membro della Blue-Nox, crew molto legata alla Unlimited Struggle). Non poteva ovviamente mancare Dj Shocca, tra i fondatori della Unlimited, che si fa notare per la produzione di "In Fuoco" (scelta forse non casuale quella di legare il pezzo in onore della passione per il rap ad un nome storico dell'hip-hop italiano come Shocca) e per gli scratch in "Indelebile", "Mista McFly" e "Basta". Quest'ultima traccia è quella che probabilmente vanta la firma più illustre, ovvero quella del beatmaker canadese Marco Polo, il quale è un pezzo grosso del rap underground  americano e può vantare tra le sue collaborazioni quella con un mostro sacro come Dj Premier. La connessione con l'Italia del produttore nacque nel 2012, quando dal lavoro con i rapper Ghemon e Bassi Maestro nacque addirittura un intero EP (Per la Mia Gente). Grazie all'amicizia e alla stima reciproca con questi due, Mistaman ha avuto la possibilità di aggiungere una produzione di spessore internazionale nel suo album, sfruttato con un pezzo estremamente hip-hop. Infine, l'ultima traccia è prodotta da Fid Mella, beatmaker che può vantare collaborazioni oltre confine e che è da sempre legato alla Unlimited Struggle. Sui suoi tappeti musicali Mistaman ha sempre scritto tracce al limite della follia tecnica ("101 Barre" era stato solo l'ultimo caso) e stavolta non fa eccezione, con la nascita di "M.I.S.T.A. 2.0".

Giudizi finali

Voto 7 1/2: Mistaman non smette mai di stupire e anche in questo "Realtà Aumentata" è riuscito a mettere tutto il suo mondo, aggiungendo addirittura cose nuove. Aumenta il peso del pessimismo e della disillusione, che in "M-Theory" erano solo episodi e che qua invece accompagnano quasi tutta la tracklist, con la traccia iniziale, "Apocalypse Yao", a fare da manifesto del pensiero dell'artista. Il disco è molto omogeneo e la cosa inevitabilmente stucca l'ascoltatore medio, che, almeno in quest'epoca, ha dimostato di non apprezzare gli eccessi di pesantezza e di ermetismo. Il rapper però, come dichiara in "Se non ti piaccio", è consapevole  di ciò, ma ha scelto ancora una volta di volersi esprimere mantenendo il proprio stile in tutto e per tutto, senza dare troppo ascolto alle nuove sonorità e senza lasciarsi andare in pezzi spensierati e senza un contenuto polemico o autocelebrativo. Mistaman inoltre ha fatto anche un passo in avanti in quest'album, andando a toccare finalmente l'argomento dell'amore in una sua canzone, cosa che non gli era mai riuscita. Non sono una novità invece i suoi estremismi tecnici, a cui ci ha sempre abituato. Insomma, è il solito Mista. Alla massa risuleterà quasi insipido, ma ai suoi fedelissimi quest'album non potrà non piacere.

Traccia top "Apocalypse Yao": Nel pezzo iniziale Mistaman probabilmente crea il mix perfetto delle sue doti. Il tema è pesante, il richiamo biblico è solenne e il tutto viene  condito dalla solita accurata costruzione metrica dell'artista. È praticamente un allargamento a tutto il mondo di "Si Salvi chi Può", pezzo forse di maggior successo del rapper, in cui denuniciava tutti i mali dell'Italia. Allargando il punto di vista, inevitabilmente si allargano anche i problemi.

Traccia flop "Lost in Translation": È difficile etichettare un pezzo di quest'album come vero e proprio flop, però questa traccia, a livello di costruzione, è quella che cattura di meno. I temi  dei punti di riferimento e dell'abuso degli inglesismi sono di sicura attualità e Mista li affronta con il suo solito gustoso cinismo, però non riesce a dare troppo spazio alla sua inventiva tecnica, limitandosi sempre a basare il tutto sul gioco degli equivoci. Il pezzo è bello, ma  Mistaman sa fare di meglio.

Tracklist

1 – Apocalypse Yao (Prod. Big Joe)
2 – Non c’è domani (Prod. Gheesa)
3 – HipHopCrisia (Prod. Big Joe)
4 – Se non ti piaccio (Prod. Big Joe)
5 – In fuoco (Prod. Dj Shocca)
6 – Operazione nostalgia (Prod. Big Joe)
7 – Mista McFly (Prod. Marco Polo, Scratch Dj Shocca)
8 – Indelebile (Prod. Big Joe, Scratch Dj Shocca)
9 – Noi (Prod. Gheesa)
10 – Realtà aumentata (Prod. Big Joe)
11 – Basta (Prod. Big Joe, Scratch Dj Shocca)
12 – Lost in translation (Prod. Big Joe)
13 – M.I.S.T.A. 2.0 (Prod. Fid Mella)