Aspettando Sanremo: Bianca Atzei

Manca ormai poco all'inizio del Festival, Vavel Italia presenta uno per uno i 22 partecipanti della categoria "big". Oggi tocca a Bianca Atzei

Aspettando Sanremo: Bianca Atzei
Aspettando Sanremo: Bianca Atzei (foto: biancaatzei.com)

Torna al Festival, dopo due anni dalla prima partecipazione, Veronica Atzei - in arte Bianca Atzei - e lo fa dopo una carriera carica di tante promesse ma fino ad ora ben pochi fatti. A scanso di equivoci, Bianca possiede sicuramente ottime qualità vocali, è una bella donna (e nel mondo della musica non fa mai male) ed è - cosa più importante - la prediletta di Lorenzo Suraci, patron RTL nonchè padrone assoluto di qualunque cosa passi in Italia sotto l'appellativo di "musica". Per dirla in parole povere: l'inventore di quello scempio artistico che sono i Modà.

Nonostante la "protezione" di spessore e le spinte di ogni tipo ricevute nel corso di questi anni, Bianca non è mai riuscita a sfondare, tra un Sanremo deludente, un Tale e Quale show (vetrina per artisti dimenticati o mai esplosi davvero) di cui sarebbe bene eliminare ogni traccia e apparizioni di ogni tipo in qualunque posto Suraci potesse piazzarla. Prima di Sanremo c'erano stati anche altri singoli che l'avevano proposta al panorama musicale italiano, come La gelosia e La paura che ho di perderti (cantata in duetto con Niccolò Agliardi). Il pezzo del Festival 2015 Il solo al mondo, scritto - indovinate un po' - da Kekko dei Modà, è arrivato solo al 14esimo posto e non ha riscosso un gran successo di critica. Poi è arrivata la partecipazione a Tale e Quale, dove non è riuscita a convincere pienamente i giudici ed è arrivata alla serata finale solo grazie all'astruso meccanismo del programma e all'aggiunta di una puntata, pur ricevendo comunque ottimi pareri per l'interpretazione di Come saprei di Giorgia.

Quest'anno ci riprova con Ora esisti solo tu, scritta sempre dal solito Kekko, segno che la cantante e il suo entourage sono convinti nel proseguire su una strada che fino ad ora non ha portato grande fortuna. Carlo Conti ha definito "molto radiofonico" il brano, parlando di un ritornello molto forte che "non può non rimanere in testa". Che sia la volta buona.