Marco Masini incanta Milano. Il concerto del Linearciak visto da Vavel Italia

Il cantautore toscano propone uno spettacolo moderno e interessante in quel di Milano, tra brani storici e pezzi meno conosciuti che presentano il tour di Spostato di un secondo. Due ore e mezza a ritmi altissimi accompagnate da una grande prestazione vocale. Vavel Italia è stata al teatro Linarciak per raccontarvi il concerto.

Marco Masini incanta Milano. Il concerto del Linearciak visto da Vavel Italia
Un'istantanea del concerto di ieri sera (fonte: Valentina Strada Photography)

Si è chiusa anche la quarta data del tour Spostato di un secondo live, con cui Marco Masini sta girando l'Italia insieme alla sua band per presentare al pubblico il suo nuovo lavoro in studio e soprattutto la sua nuova veste elettropop. Il cantautore toscano ha tirato fuori uno spettacolo sorprendente, dove ai brani eseguiti - ovviamente parte fondamentale del concerto - si sono aggiunte scenografie e luci che hanno arricchito ancora di più la serata milanese. 

Quando ci si presenta al concerto di un'artista da molti considerato di "vecchia data" si tende ad aspettarsi qualcosa di classico, un live nudo e crudo (che - va detto - ha sempre e comunque il suo fascino) senza troppi fronzoli, invece Masini sorprende e mette in piedi un qualcosa di moderno e assolutamente credibile, nonostante si tratti di uno spettacolo riferito ad un target non pienamente giovanile. Il nuovo disco fa ovviamente da traino al tutto, ed è proprio con alcuni dei brani più significativi di Spostato di un secondo che si apre il concerto: Nel tempo in cui sono tenuto a restare è un'introduzione potente, dove la voce di Marco (che non appare ancora sul palco) accompagna un arrangiamento che suonato live aumenta ancora di più la carica energica del pezzo. Conclusa l'introduzione il cantautore spunta tra il pubblico e si avvia verso il palco, dando inizio al vero show: Ma quale felicità (eseguita magistralmente, nonostante sia una delle canzoni più difficili della sua discografia recente) anticipa i due pezzi simbolo del disco, la title-track sanremese Spostato di un secondo e il nuovo singolo Tu non esisti, accompagnati da un pubblico che appare molto preso dai nuovi brani. 

Un momento del concerto | fonte: Valentina Strada Photography
Un momento del concerto | fonte: Valentina Strada Photography

Il tema del live segue quello presentato nel disco, lo spostarsi nel tempo, il tornare indietro e rifare tutto da capo, il ritornare avanti accorgendosi di non poter cambiare molto, e la scaletta segue perfettamente il concetto. Un salto indietro di 26 anni e dall'ultimo singolo di una quasi trentennale carriera si passa a Il niente, primo classico della serata rivisto in una chiave elettropop che da seguito all'inizio carico della serata, che prosegue andando avanti e indietro nel tempo tra classici e perle nascoste tra i vari album di Masini: il boato di sorpresa dei fan all'attacco di Frankenstein e Lontano dai tuoi angeli spiega perfettamente il valore che hanno questi brani per chi i dischi del cantautore li ha consumati: il numeroso medley che unisce pezzi di storia della discografia masiniana come Perché lo fai e Raccontami di te a canzoni meno conosciute come Cuccioli chiude la prima metà di un concerto che toccherà le due ore e mezza di durata alla fine.

C'è poi nuovamente spazio per la discografia recente di Masini, con Niente d'importante (title-track dell'ultimo album di inediti prima di questo) e la sanremese Che giorno è, tra i pezzi più cantati e apprezzati dal pubblico, con tanto di sorpresa per la performance al pianoforte di Rocco Tanica degli Elio e le storie tese, che torna su un palco dopo il ritiro annunciato dai live del suo gruppo. Anche la presentazione dei musicisti è tutt'altro che scontata: invece del solito "appello" a fine concerto, Masini chiama i membri della sua band uno ad uno ed esegue con loro una canzone. Ed è così che le chitarre di Cerisoli e Magnalasche, le percussioni di Massimiliano Agati e il pianoforte di Antonio Iammarino accompagnano alcuni pezzi storici del repertorio di Masini, mentre Cesare Chiodo si supera e tira fuori una sorprendente Ti vorrei in versione basso e voce, citando anche il riff di Stand by me. 

Marco Masini durante un'esibizione | fonte: Valentina Strada Photography
Marco Masini durante un'esibizione | fonte: Valentina Strada Photography

Marco Masini trascina fino alla fine il pubblico nel suo viaggio tra 27 anni di carriera, e quando tutti si riversano sotto il palco per il finale il Linearciak si trasforma in uno stadio, l'urlo a squarciagola di Vaffanculo fa rimbombare le pareti del teatro mentre il cantautore non perde un colpo e sfodera una grande prestazione vocale dall'inizio alla fine del concerto. La "finta" di lasciare il palco subito dopo l'ultimo brano non inganna nessuno, tutti sanno che all'appello manca ancora un ultimo grande classico, e infatti Masini non ci mette molto a rientrare per cantare insieme ai fan T'Innamorerai, per poi concludere il viaggio spostandosi per l'ultima volta nel presente con Una lettera a chi sarò, che chiude il concerto esattamente come ha chiuso il disco. 

Un viaggio di due ore e mezza, l'emozione negli occhi di chi era al concerto ed è uscito dal teatro consapevole di aver assistito ad uno spettacolo sicuramente al di sopra della media, la prestazione superlativa di Marco e dei suoi musicisti, le scenografie e le luci che contribuivano a creare un clima carico ed emozionante: tutti questi elementi sono risultati decisivi per la piena riuscita dello spettacolo, che continua a spostarsi in giro per l'Italia e sarà prossimamente a Pescara, Firenze e Torino.