Cinquantasei anni senza Fausto Coppi

La morte prematura del Campionissimo ha contribuito ad accrescerne il mito e la leggenda

Cinquantasei anni senza Fausto Coppi
Cinquantasei anni senza Fausto Coppi

Gli autentici must delle radiocronache di Mario Ferretti sono state  le seguenti frasi: "Un uomo solo è al comando. La sua maglia è biancoceleste. Il suo nome è Fausto Coppi". Oggi sono 56 anni esatti da quando l'Airone ha chiuso per sempre le sue ali. Il Campionissimo però è diventato in quel momento leggenda, entrando a far parte dell'Olimpo degli immortali.

Angelo Fausto Coppi è nato a Castellania (Al) il 15 settembre 1919. Prima di lui nel ciclismo nella stessa provincia, aveva fatto parlare di sè Costante Girardendo, sia per i successi sportivi, che per la sua amicizia con il bandito Sante Pollastri. Tutto questo è stato oggetto di una canzone di Francesco De Gregori e di uno sceneggiato per la televisione, interpretato da Beppe Fiorello. Fausto Coppi lo ha superato. Le sue umili origini sono stata la spinta a superarsi, a scrivere importanti pagine di storia del ciclismo. Su strada ha vinto: 5 Giri d'Italia (1940, 1947, 1949, 1952, 1953), 2 Tour de France (1949, 1952), 5 Giri di Lombardia (1946, 1947, 1948, 1949, 1954), 3 Milano Sanremo (1946, 1948, 1949), 1 Parigi Roubaix (1950), 1 Freccia Vallone (1950), 1 Campionato del Mondo (1953). Su pista ha ottenuto: 2 Campionati del Mondo nell'inseguimento individuale (1947, 1949) e il record dell'ora nel 1942 al Velodromo Vigorelli di Milano, devastato assieme a gran parte della città dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale, alla media 45,798 km. A causa del conflitto bellico è stato prigioniero in Africa. Tornato libero ha poi risalito in bicicletta un paese pieno di macerie. La sua rivalità con Gino Bartali ha allo stesso tempo diviso l'Italia, ma l'ha anche unita nei bar davanti alla radio per ascoltare le imprese di entrambi. Gli sportivi correvano in edicola per riviverle attraverso le pagine della Gazzetta dello Sport oppure i disegni dello Sport Illustrato. Era un paese che aveva bisogno di nuovi simboli per ricominciare, rinascere, superare le ferite belliche. L'epoca in cui hanno gareggiato ha rappresentato il cosiddetto periodo aureo del ciclismo, quando quest'ultimo come popolarità rivaleggiava con il calcio e lo superava per numero di appassionati. Dopo quello tra Coppi e Bartali sarebbero arrivati altri dualismi in ambito sportivo: Mazzola Rivera, Moser Saronni, Baggio Del Piero, Rossi Biaggi. Fausto Coppi ha fatto parlare di sè anche al di fuori del ciclismo. Ha destato scalpore la sua separazione dalla moglie Bruna Ciampolini e la sua successiva relazione con la Dama Bianca, Giulia Occhini (da sposata Locatelli). Per analizzare il contesto storico della vicenda si può leggere il libro Giulia e Fausto di Alessandra De Stefano. La vita di Fausto Coppi è stata oggetto di uno sceneggiato per la televisione, dal titolo Il Grande Fausto, interpretato da Sergio Castellitto e Ornella Muti.

Il Campionissimo ha fatto sognare tanti tifosi, che dopo la sua scomparsa si sono sentiti orfani. Senza di lui il ciclismo non è stato più la stessa cosa. Per onorarlo ogni anno il Giro d'Italia gli dedica la vetta più alta scalata dalla corsa rosa. Cinquantasei anni fa l'Airone ha chiuso per sempre le ali nella vita terrena ma è entrato per sempre nell'Olimpo degli immortali.