Wimbledon 2018 - L'occasione di Camila Giorgi, c'è Serena

Wimbledon 2018 - L'occasione di Camila Giorgi, c'è Serena

La maceratese alla prova Williams, semifinale sul piatto.

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Johnathan Scaffardi

"L'ho vista, ma non guardo il tennis femminile", così Camila Giorgi introduce la sfida con Serena Williams. Campo Centrale, non prima delle 15.30 - spazio in precedenza a Kerber e Kasatkina. Primo quarto di finale slam per la 26enne di Macerata, àncora di un movimento femminile in affanno, in attesa di un cambio di rotta deciso dopo il ritiro di Roberta Vinci e l'imminente tramonto di una leonessa come Francesca Schiavone. Sara Errani deve combattere contro demoni del passato, tra campo e sentenze, resta Camila, algida, incostante, di talento. Partecipazione n.8 a Wimbledon, segnali importanti. Un percorso non certo morbido, la battaglia con la Sevastova all'alba della competizione, poi Brengle e Siniakova. Tre set per consumare la ceca, per ribaltare una partita indecifrabile. Infine, ieri, un match di livello con la Makarova, la consapevolezza di un bagaglio d'élite, la sicurezza di una giocatrice matura. Impossibile dubitare delle qualità, difficile accettare, talvolta, black-out che fanno parte della Giorgi tennista. Ridurre ai minimi termini la Makarova non è da tutte, specie in un contesto come questo, è sinonimo di un'evoluzione in via di compimento, di crescita costante. Resta da compiere un ulteriore passo verso la consacrazione, uno scalpo nobile per cullare un sogno. 

L'instabilità del circuito femminile offre una chance anche a Serena Williams, ex n.1 a caccia di condizione e successo. Secondo slam dell'anno - assente in Australia la minore delle sorelle Williams - progresso evidente. Ritiro a Parigi prima del match con Maria Sharapova, stacco di alcune settimane per dare respiro a un fisico provato. A Wimbledon, percorso netto. Deve ancora perdere un set la 36enne di Saginaw, 8-0 al momento, un solo incontro però di livello. Abile Serena a superare lo scoglio Mladenovic al terzo turno. Tenue la resistenza di Rus, Tomova e Rodina. Attorno alla Williams, il crollo di potenziali favorite, dipartite che elevano la candidatura di una tennista non al meglio, ma di certo superiore all'intero lotto per carisma e personalità. Sette titoli a Wimbledon, una bacheca infinita, due squilli in sequenza nel 2015 e nel 2016, l'assenza dello scorso anno. 

Il divario tra le due, almeno all'alba della contesa, è ampio, il campo può però dire altro. La Giorgi ha braccio potente, può reggere l'urto con le staffilate della Williams. Ha diverse opzioni per uscire dal bombardamento americano, per rendere la vita complicata a Serena. Fondamentale, in un match come questo, il servizio. Camila deve ottenere il massimo dalla prima, ridurre al minimo i doppi falli. Tenere pallina alla mano è condizione primaria per avere una chance. 

I precedenti dicono 3-0 Williams, è il primo stop sull'erba. Nel 2016, all'Australian Open, 64 75 Serena - distanza ridotta. Prima, due fermate sulla terra, in Fed Cup e a Charleston. Il verde di Wimbledon può ribaltare le carte?

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