Fed Cup, l'Italia è testa e cuore

Un quartetto coeso, una perfetta interpretazione tattica, l'Italia resiste al tifone Williams e resta nel gruppo Mondiale.

Fed Cup, l'Italia è testa e cuore
Fed Cup, l'Italia è testa e cuore

"Che atmosfera fantastica", è nelle parole degli sconfitti che si cela spesso la più forte verità. Serena Williams abbandona Brindisi con gli occhi rapiti dal boato del pubblico di casa, travolta dalle emozioni di un doppio a forti tinte azzurre. Il tifone a stelle e strisce perde forza nell'incedere della battaglia e l'Italia, spaventata al sorteggio, si fa gigante. La n.1 del mondo porta a casa due punti, come da previsione, ma non può nulla nell'incontro decisivo, in doppio, quando Pennetta ed Errani cospargono il campo di talento e corsa. In un match che è soprattutto squadra, l'Italia della racchetta si fa forte, prepotente. Schiacciamo la Williams e la Riske, schiacciamo le insicurezze della seconda e i dubbi della prima. Serena sceglie di impostare la guerra ad handicap, uno contro due, la sua forza contro il perfetto cocktail di casa Italia e alla distanza la resa è netta. C'è solo l'Italia, sulla terra del Sud, calda, accogliente. 

Restiamo nel primo gruppo Mondiale, con merito. La sorte ci preserva dalla minaccia Venus, ma siamo noi, con le nostre armi, a scrivere il destino della serie. Barazzutti interpreta la gara sulla distanza, come giusto fare. Camila Giorgi al via, per scarabocchiare il piano tattico di Mary Joe Fernandez e risparmiare Flavia Pennetta per il secondo giorno. La Giorgi apre un varco, gioca bene, ma perde. Sara Errani è risposta e coraggio, alle critiche, ai dubbi. Scuote Lauren Davis, la travolge con un tennis da rosso, fatto di variazioni e palle infide. Mette alle corde addirittura Serena, costretta a ricorrere al suo status di fuoriclasse per lasciare intatte le speranze americane. 

Sul 2-1 tocca a Flavia, a Brindisi, a casa sua. Un uno-due terrificante, prima cancella la McHale, poi scende in campo in doppio. Non c'è Roberta Vinci, problema al gomito, con Sara gioca Flavia, in panchina la Knapp. Siamo un gruppo e il doppio è il nostro terreno di conquista. 60 e boato, reazione di nervi di S.Williams, break a stelle e strisce, poi la Pennetta alza la voce "andiamo", la Errani si accoda, l'Italia gioca a tennis, gli Stati Uniti sono presi a pallate, di fioretto. 

L'abbraccio finale è il racconto di due giorni di tennis ad alti contenuti emozionali. L'Italia ha testa e cuore e la Fed Cup è il luogo in cui esprimere la salute di un movimento, la crescita di un progetto. Non sempre i numeri contano o decidono, a volte basta uno sguardo, a volte un sorriso racconta più di ogni altra cosa. Quello tra Flavia Pennetta e Sara Errani è bellissimo.