La resa di Nadal

La sconfitta con Djokovic conferma il momento "no" dello spagnolo.

La resa di Nadal
La resa di Nadal

Rafa Nadal lascia Parigi, con una valigia piena di dubbi e un futuro da scrivere. La peggior stagione in rosso della carriera si chiude nei quarti del Roland Garros, dove Nadal scopre di essere fragile, inerme di fronte al tifone Djokovic.

Del guerriero di un tempo, solo pallide ombre. Nadal è a terra, nudo, svuotato. Una luce, un bagliore, trae in inganno, quando Rafa cavalca la leggerezza di Nole per ricucire dallo 04 del primo set. Il campo è però giudice impietoso, Nadal è disperso bel oltre la linea di fondo, metri e metri fuori dal campo, in balia del tennis d'attacco di Djokovic.

Non può reggere questi ritmi Nadal, il suo stato attuale basta per giocatori di medio livello, non per i migliori al mondo. Rafa è prosciugato, a livello fisico e mentale, nel giorno del compleanno incassa un K.O pesantissimo. La miseria di 9 giochi, i fischi del Philippe Chatrier, la delusione dipinta sul volto.

Vorrei ma non posso, è questo il motivo ricorrente, l'impegno, almeno per due set, è encomiabile, Nadal rincorre Djokovic, ma i dubbi non inquinano il miglior Nole di sempre e il risultato è scritto in partenza. Un tennis troppo rinunciatario quello di Nadal, non più adatto alla condizione odierna.

Per essere Nadal occorre essere sempre al 100%, in ogni componente, sia essa fisica, tecnica o psicologica, quando la macchina mostra i primi segni di cedimento il castello crolla. Non è "vecchio" Rafa, ma può avere un futuro solo se accetta di essere diverso, come Federer. Roger è tornato a splendere quando ha accettato la sconfitta, si è messo con umiltà ad ascoltare, accelerando il suo gioco, rifiutando maratone inutili.

Nadal, che di Maratona è il re, deve prendere atto dell'evidente degrado per ripartire, con più forza. La battaglia corrode, erode, muscoli e pensieri. Il Rafa tennista è invecchiato presto, perché sottoposto a sforzi inumani che ora il tempo, implacabile, riporta alla mente. Il domani non può ripercorrere il passato, deve distanziarsi in modo sensibile dal vissuto.

Oggi, Nadal è colpito, dalla forza di Djokovic e dalla sua debolezza, ma è una guerra che Nadal può vincere, perché ha carattere, perché sa vincere le difficoltà, anche quelle invisibili.