US Open 2015: troppo Djokovic per Andreas Seppi

L'altoatesino prova a giocarsela, ma il numero 1 al mondo è ancora troppo forte per il capolista del ranking italiano, che torna a casa a testa alta

US Open 2015: troppo Djokovic per Andreas Seppi
US Open 2015: troppo Djokovic per Andreas Seppi

Tanto spettacolo, e anche qualche colpo di scena nella quinta giornata di gioco degli US Open edizione 2015. La sfera delle sorprese non riguarda assolutamente Novak Djokovic, il quale prosegue la propria marcia spedita verso la lieta conclusione del torneo, con la vittoria in tre set contro un Andreas Seppi uscito comunque dal campo a testa altissima. L'unico difetto dell'altoatesino è quello di aver ceduto il servizio nei momenti clou dei tre set giocati, ma Nole è il numero 1 del mondo, e non lo è di certo per caso.

La prova del numero 1 d'Italia è stata comunque gagliarda, pur sapendo che questo Djokovic è difficile da battere praticamente per tutti. Il serbo, in ogni caso, è stato molto bravo nell'individuare i punti deboli di Seppi sul cemento, e lo ha attaccato al momento giusto in tutti e tre i set, senza mai rischiare di perdere il servizio e di conseguenza uno qualsiasi dei tre parziali giocati. La consueta solidità di Andreas ha prolungato soprattutto il secondo e il terzo set, considerando che nel primo parziale l'atleta di Bolzano ha capitolato quasi subito, cedendo il servizio nel terzo game e, dopo il momentaneo contro-break, nell'ottavo gioco. 

Seppi era stato molto bravo sia nel secondo set, quando ha ceduto solo ad un passo dal tie-break, nonchè al termine di un undicesimo game interminabile, che nel terzo set, quando aveva nuovamente ceduto il servizio nei primi games per poi recuperare e subire nuovamente il break di Djokovic quando si poteva pensare ad un tie-break. Di note positive, al termine di questo incontro, ce ne sono sicuramente per l'atleta azzurro, che guadagna qualche punto rispetto all'anno scorso, visto che nel 2014 Seppi disse addio agli US Open già al secondo turno, sconfitto da Nick Kyrgios. E in vista di quello che sarà il suo quindicesimo anno  tra i professionisti, Andy può dirsi certamente soddisfatto della fase della carriera che sta vivendo.