Australian Open, Federer dopo la sconfitta: "Nole troppo forte, ma posso ancora vincere uno Slam"

La delusione e la voglia di rivincita del fuoriclasse svizzero dopo il k.o. in semifinale agli Australian Open contro Novak Djokovic.

Australian Open, Federer dopo la sconfitta: "Nole troppo forte, ma posso ancora vincere uno Slam"
Australian Open, Federer dopo la sconfitta: "Nole troppo forte, ma posso ancora vincere uno Slam"

E' un Roger Federer deluso quello che si presenta davanti a microfoni e taccuini per la conferenza stampa successiva alla semifinale degli Australian Open 2016 persa contro Novak Djokovic. Il fuoriclasse svizzero si dice rammaricato per i primi due set persi velocemente e analizza l'intera partita secondo il suo punto di vista. Alla domanda se si sia mai trovato ad affrontare un Djokovic tanto forte, Roger risponde così: "L'ho visto giocare così bene anche altre volte. Il punto è che stavolta ha cominciato farlo sin dall'inizio, così diventa molto difficile fermarlo, anche perchè risponde alla grande, un po' come Agassi. Infatti i primi due set sono volati via molto velocemente. Prima che potessi realmente provare a fare qualcosa erano trascorsi quarantacinque minuti di gioco. In questo modo diventa durissima contro di lui, ma poi ho trovato un modo per contrastarlo. Innanzitutto ho cominciato a giocare meglio io, poi l'ho messo un po' fuori partita, ma ovviamente rimango deluso per quanto fatto stasera".

Gli chiedono poi se abbia inciso aver perso il primo set con il punteggio, mai così severo, di 6-1: "Francamente non mi interessa se perdo un set per 6-1 o per 7-6. Quando perdi un set non è mai una buona cosa. So quanto è importante il primo set contro Novak, specialmente adesso che è numero uno al mondo. Quando va avanti nel punteggio, è difficile da fermare. Nella sua carriera ha sempre giocato molto bene in vantaggio, ora ancora di più perchè ha grande fiducia. Naturalmente volevo fare di più. Avevo un mio piano partita, avevo idee chiare su cosa avrei dovuto mettere in pratica, ma non sono riuscito a fare niente di tutto ciò. Un po' per merito suo, un po' per colpa mia, il primo set è volato via troppo rapidamente". Sullo stop dopo il terzo set per la chiusura del tetto della Rod Laver Arena: "Forse mi ha danneggiato, ma il match si era fatto comunque difficile. Sì, certo, proseguire sull'onda del momento mi avrebbe fatto comodo, ma capita, va bene così". Commenta poi quel punto eccezionale vinto sul 3-4 15-30 nel quarto set: "Dove lo colloco? Nella top cento dei miei migliori scambi (sorride). Poi sono stato sfortunato con il nastro il punto successivo, che mi ha di nuovo affossato. Ma quel punto è stato divertente, c'è stata una grande ovazione del pubblico, che mi ha supportato tantissimo".

Federer passa poi ad analizzare i punti di forza del suo avversario: "L'ho detto tante volte, la sua risposta è fondamentale, ma ha migliorato il suo gioco in tanti altri aspetti. Il servizio, ad esempio. In passato aveva problemi alla battuta e commetteva troppi doppi falli, invece ora serve in maniera molto precisa, che poi è quello che conta in partite come questa. E' importante anche per me, servire sulla linea o vicino alla linea fa tutta la differenza del mondo. Entrambi non battiamo a 225/235 km/h, perciò abbiamo bisogno di precisione e di trovare i tagli giusti. Sono anni ormai che il suo servizio funziona bene e lo aiuta tantissimo". Lo svizzero risponde invece piccato all'ennesima domanda circa le chances di battere ancora Djokovic in una prova dello Slam: "Sapete che ho grande fiducia in me stesso e che non mi abbatto facilmente. So che non è facile, ma non ho mai pensato che lo fosse. Che siano partite al meglio dei tre o cinque set, per me non differenza. Non è un problema, sono pronto e allenato per ogni evenienza. Non sono preoccupato da questo punto di vista e non ho timore di giocare scambi lunghi. So che in molti la pensano in maniera diversa, perchè sono vecchio etc, ma per me non è un problema. Non mi spaventa giocare contro nessun giocatore, anche se è al suo meglio. Ovviamente però ho bisogno di dimostrarlo innanzitutto a me stesso. Sono deluso, ma allo stesso tempo ho trovato continuità negli ultimi Slam, qui ho avuto un tabellone duro, perciò sono contento del livello del mio tennis a inizio stagione. Ormai Novak è un punto di riferimento per tutti. E' l'unico che è stato capace di fermarmi nelle ultime occasioni. Avrei voluto giocare un po' meglio, chissà cosa sarebbe accaduto. Ma oggi lui è stato molto bravo, nessun dubbio su questo".

"E' calato solo nel terzo set, ma in maniera impercettibile. D'altronde non era facile continuare su quei ritmi. E' sceso un po' in risposta e io ho trovato più punti facili e ho cominciato ad avere più opportunità sul suo servizio. I margini di errore erano ridottissimi anche per lui, che pure aveva due set di vantaggio. Ho continuato a rimanere in partita e a giocare sempre meglio, anche perchè il mio ritmo, il mio timing sulla pallina non erano granchè all'inizio. Lui ne ha approfittato e ha giocato alla grande a lungo stasera. E' un ottimo front-runner, ha cominciato subito bene e con grande scioltezza. Generalmente rende meglio alla fine dei match, quando gioca così sin dall'inizio è tutto più difficile. Ma sono io che ho sbagliato approccio, ho subito un break e l'ho fatto sentire subito a suo agio. In quel momento non c'era niente che potesse fermarlo, se non il mio tennis. Ed è stata dura per me, ma complimenti a lui per come ha iniziato". Chiosa finale sul pubblico: "E' stato fantastico per tutto il torneo, è una delle ragioni per cui gioco ancora. Avrei voluto avere la possibilità di giocare un'altra partita questa settimana, perciò sono dispiaciuto anche per i miei tifosi. Ma tornerò l'anno prossimo per rivivere momenti come questi. Non vedo l'ora di tornare, tutto è più facile quando si ha un tifo del genere, ne ho avuto la riprova questa sera".