Australian Open, Federer agli ottavi: "Non mi aspettavo di giocare così"

Le parole in conferenza stampa del fuoriclasse svizzero, dopo aver annientato Tomas Berdych nel terzo turno degli Australian Open.

Australian Open, Federer agli ottavi: "Non mi aspettavo di giocare così"
Roger Federer.  Ben Solomon/Tennis Australia

Dopo sei mesi di inattività, in tanti attendevano al varco Roger Federer. Il match odierno di terzo turno contro Tomas Berdych, numero dieci del seeding degli Australian Open, veniva infatti considerato da tifosi e addetti ai lavori come il primo vero test post-infortunio. Prova superata alla grande dal fenomeno elvetico, capace di incantare ancora una volta la Rod Laver Arena con il suo gioco straordinario e irripetibile. 

Roger Federer al servizio sulla Rod Laver Arena. Fonte: Ben Solomon/Tennis Australia 

Una prestazione che nemmeno il diretto interessato sperava di poter fornire: "No, non me l'aspettavo - dice il fuoriclasse svizzero in conferenza stampa - soprattutto per quanto riguarda il servizio: non ho dovuto salvare palle break, è andato tutto liscio. Una grossa sorpresa per me. E' stato anche un gran test mentale: sono riuscito ad avere continuità per tutto il match. Da fondo campo ho giocato mille volte meglio rispetto ai primi turni: è fantastico, sono davvero felice. Però onestamente speravo di giocare meglio contro giocatori dal ranking più elevato. Tutti ragazzi che conosco bene e che ho incontrato molte volte nel corso degli anni: ecco perchè in alcuni casi è più facile giocare contro di loro piuttosto che contro un qualificato. Sapevo che il mio tabellone sarebbe stato complicato. Non giocavo da tempo contro Tomas, ma mi aspettavo che si sarebbe affidato al suo servizio e alle sue doti di colpitore, che sui campi veloci mi hanno spesso messo in difficoltà nel corso degli anni. Infatti lui è stato in grado di mettere a segno oltre dieci aces in un match così veloce, ma per fortuna io sono riuscito a entrare subito in partita, ciò che mi era mancato nei primi due turni. Sono soddisfatto, ho giocato un gran match contro un ottimo avversario, ora sono agli ottavi. Già in allenamento avevo disputato buonissime sessioni su più set, e devo dire che oggi ha funzionato davvero tutto, dal servizio ai colpi di rimbalzo, passando per la capacità di muovermi velocemente"

Roger Federer.  Ben Solomon/Tennis Australia

Prossimo rivale il giapponese Kei Nishikori, testa di serie numero cinque: "E' lui il favorito? Non lo so, ma non conta. Kei è migliorato molto negli ultimi mesi, ma questa è un'altra stagione. Vedremo. Sono un suo grande fan, ha uno dei migliori rovesci del circuito, risponde magnificamente alla seconda di servizio, è rapidissimo, forte di testa. Sarà un match difficile, se trova ritmo e spazi, è dura fermarlo. Contro di lui ho perso in un paio di occasioni, nel 2015 abbiamo giocato una gran partita alle Atp Finals di Londra, so che sarà un test importante, completamente differente dalla partita di oggi. Un incontro che dipenderà meno dai servizi e più dagli scambi da fondo campo, anche se qui la superficie è veloce. L'avevo detto all'inizio del torneo: è difficile controllare la palla, e se servi bene fai il punto". A chi gli chiede se si aspettasse l'eliminazione di Djokovic, Federer risponde così: "No, non me l'aspettavo. Sono felice per Denis, che è una grande persona a cui tutti nello spogliatoio vogliono bene e che è un ottimo giocatore con grandi colpi. E' stata una brutta sconfitta per Novak: fino alla fine credevo che sarebbe riuscito a trovare un modo per girare la partita in suo favore. Ma è questo il motivo per cui tutti noi amiamo la sport, perchè c'è sempre la possibilità che accada qualcosa di folle, di sorprendente". Tornando alle sua prestazione, Roger riflette ad alta voce: "Non è la prima volta che gioco partite simili, ad essere onesti quando il servizio funziona e non devi salvare palle break, è tutto più facile. Essere costantemente in vantaggio fa la differenza. Ho giocato a questo livello per diverse volte in carriera, solo che oggi è speciale perchè si tratta di una prestazione inattesa. Ero pronto per una battaglia, una sfida di cinque ore, invece ho chiuso in meno di un'ora e mezza: bella sensazione. Alla fine però mi sono innervosito: temevo di subire un passaggio a vuoto. Per fortuna non è arrivato ed è andato tutto bene".