Australian Open, Nadal torna sulla finale: "Federer ha giocato a testa o croce"

Il maiorchino torna a parlare della finale persa a Melbourne: "Roger è stato molto aggressivo, mi ha messo pressione, abbiamo scambiato poco".

Australian Open, Nadal torna sulla finale: "Federer ha giocato a testa o croce"
Rafa Nadal e Roger Federer durante la finale degli Australian Open. Fonte: Ben Solomon/Tennis Australia

A dieci giorni di distanza dalla finale persa agli Australian Open contro Roger Federer, Rafa Nadal torna a parlare in pubblico. Dopo aver saltato il confronto di Coppa Davis della sua Spagna contro la Croazia per evitare rischi di sovraccarico muscolare, il maiorchino interviene durante un evento organizzato dal Banco Sabadell (sponsor, tra gli altri, anche del torneo Atp di Barcellona) in Galizia, a La Coruna. 

Il mancino di Manacòr riconosce di aver vissuto un mese esaltante in Australia: "Mi sono divertito molto a giocare a tennis negli ultimi trenta giorni - le sue parole, riportate dal quotidiano spagnolo AS - sono riuscito a fare dei bei passi avanti. Sono felice per i risultati ottenuti, e speranzoso per il resto della stagione. Credo davvero che questo possa essere un grande anno per me". Dolce il ricordo della semifinale vinta al quinto set contro Grigor Dimitrov: "Sono partite del genere, lunghe ed emozionanti, quelle che ti danno maggiori soddisfazioni. E' un piacere giocare match di questo tipo. Dopo tutto il lavoro fatto in allenamento, giocare bene in incontri tanto importanti, sentirsi nuovamente competitivi, ti fa capire che ne è davvero valsa la pena". Amaro, invece, il sapore lasciatogli dalla finale persa con il grande rivale Roger Federer. Una finale che Rafa interpreta in questo modo: "Era molto tempo che non giocavamo l'uno contro l'altro in un grande torneo, e devo dire che è stata una bella esperienza. Roger è entrato in campo con in mente una tattica molto chiara: mi ha messo molta pressione, ha giocato a testa o croce per tutta la partita. Quando ho potuto, ho trovato colpi fantastici e mi sono sentito ispirato, ma spesso non siamo neanche entrati nello scambio".

A chi gli chiede se il prossimo obiettivo sia il Roland Garros, Nadal risponde senza guardare troppo avanti: "L'obiettivo è la settimana prossima. Non si può pensare di vivere una stagione con un solo obiettivo, ma solo lavorare con costanza: in questo modo confido di arrivare preparato al meglio a Parigi, ma il Roland Garros non mi ossessiona". In chiusura, domanda sulla questione fiscale: Nadal spiega di preferire la residenza spagnola, nonostante ciò comporti delle conseguenze: "Sono felice così. Lo so, esisterebbe la possibilità di andarmene in un altro paese e di pagare molte meno tasse, ma la gente che amo, la mia famiglia, è qui, in Spagna. In Spagna sono felice. Se avessi stabilito la mia residenza in un altro paese, avrei il doppio dei soldi, ma sarei felice la metà di quanto sono adesso". Quanto al Real Madrid, sua squadra del cuore, il maiorchino apre a un suo ingresso nel mondo del calcio: "Non si può mai sapere cosa ti riserva il futuro. Tutti conoscono la mia passione per il calcio e per il Real Madrid. Al momento non c'è nulla, ma visto che me lo chiedete, sì, mi piacerebbe diventare presidente. Ma ora un grande presidente c'è già, e di certo il Real non ha bisogno di me".