US Open, Denis Shapovalov: "Tabellone aperto, tutto è possibile"

Il diciottenne canadese è in ottavi di finale: "Il tabellone è sempre più aperto, nessuno è imbattibile. E' un momento di transizione nel tennis maschile, tutti questi infortuni non possono essere una coincidenza".

Tra i candidati a fare ulteriormente strada nella parte bassa del tabellone degli US Open 2017 c'è Denis Shapovalov, giovane canadese di belle speranze, da un mese a questa parte proiettato in una dimensione nuova. La semifinale raggiunta al Master 1000 di casa, quello di Montreal, la qualificazione al tabellone principale di Flushing Meadows, in virtù anche di diverse defezioni, hanno reso l'estate di questo diciottenne un sogno a occhi aperti.

Promessa sin da quando era juniores (in sostanza fino allo scorso anno), Shapovalov è ora catapultato tra i grandi di New York. In ottavi affronterà lo spagnolo Pablo Carreno Busta, numero dodici del seeding, dopo aver battuto in sequenza il francese Jo-Wilfried Tsonga (numero otto) e il britannico Kyle Edmund (ritiratosi sotto due set a uno): "Oggi ho fatto più fatica - le parole di Denis in conferenza stampa - Edmund ha vinto il primo set, giocando nella maniera giusta. Io invece sono salito di colpi nel secondo, cercando di rimanere calmo. Sapevo che avrei avuto le mie occasioni, e le ho sfruttate nel secondo. Contento per la vittoria, anche se il mio avversario è stato sfortunato. Il tabellone ora è sempre più aperto, cinque dei primi dieci giocatori al mondo sono fuori causa. E' significativo, non può essere un caso. Può dipendere dalla programmazione, dal calendario, da una stagione troppo lunga. Non so, non ho molta esperienza, me se tanti giocatori si fanno male tutti insieme, non è una coincidenza. Un tabellone così aperto consente a giocatori giovani, come me o Rublev, di avere una chance, non dovendo vedersela ai primi turni contro gente come Djokovic e Murray. Il mese di agosto mi ha cambiato la vita, sono grato al mio team per avermi aiutato a rimanere umile e a prepararmi partita dopo partita. E' questo il mio approccio, sto giocando un gran tennis e voglio fare un passo alla volta. L'intera stagione sta scorrendo molto rapidamente per me. L'obiettivo era di entrare nei primi centocinquanta al mondo, ma adesso anche la top 50 sembra fattibile. Tutto è iniziato con quel match di primo turno a Montreal contro Dutra Silva, dove ho salvato quattro match point. Lo sport è questo: è come se avessi avuto una seconda chance dopo quella partita. Da lì ho cominciato a giocare meglio, ho ottenuto due buone vittorie, tanta fiducia, ho cavalcato il momento favorevole, e ora sto giocando libero".

Prossimo avversario, come accennato, Pablo Carreno Busta, solido giocatore spagnolo: "Non so molto su di lui, è aggressivo, ha i suoi colpi, ma ne discuterò dopo con il mio allenatore. Stanco? Sinora è stata una lunga cavalcata, mi sembra di essere qui da un mese, ma mi sono goduto questo periodo. Per fortuna ho disputato solo incontri brevi, solo quello di oggi è stato un po' più lungo, ma poi, con il ritiro, è durato solo tre set, è andata bene. I giovani qui a New York stanno avendo un grande impatto. C'è Rublev che sta giocando molto bene, e molti altri che stanno venendo fuori. Penso che in un anno o due il ranking subirà grossi cambiamenti, perchè ci sono tanti giovani che stanno crescendo, e il circuito è pieno di veterani in questo momento. E' come se fosse un momento di transizione per l'ATP, ma il talento non mancherà in futuro. Non so se questi US Open possono rappresentare una svolta per me o per altri giovani. Di certo, ogni torneo dello Slam è una grande occasione per mettersi alla prova: spero solo di continuare così. Ci sono ragazzi come Rublev e altri ancora in corsa: credo che nessuno sia imbattibile. Sta accadendo tutto molto in fretta, ma si tratta di una grande esperienza. Il mio team prova a farmi rimanere concentrato solo sulle partite. Non riesco a vedere le partite dei miei avversari, non ho tempo: ho visto un paio di set di Rafa ieri, ma va tutto troppo velocemente. Dopo ogni partita c'è da recuperare, incontrare la stampa, prendersi cura del proprio fisico, mangiare bene, il giorno successivo allenarsi. Per ora non ho molto tempo per riflettere su cosa sto facendo, ma sono sicuro che alla fine dell'anno, quando mi guarderò indietro, capirò quanta strada sono riuscito a fare in una sola stagione".