US Open, Roger Federer verso gli ottavi di finale

Il fuoriclasse elvetico parla di sensazioni positive dopo la vittoria su Lopez: "Sto meglio, ora posso pensare solo al mio tennis. Rafa? Non sento la pressione di doverlo incontrare in semifinale".

Un Roger Federer apparso fisicamente più sciolto è riuscito ad approdare alla seconda settimana degli US Open 2017, dopo le fatiche e le difficoltà dei primi due turni, vinti entrambi al quinto set contro l'americano Frances Tiafoe e il russo Mikhail Youzhny. Nella sfida che lo vedeva opposto nella notte a Feliciano Lopez, il fuoriclasse svizzero ha dato invece nuovamente segni di leggerezza, nonostante il test non fosse insuperabile, come dimostrato dai precedenti contro il mancino spagnolo (solo vittorie per la testa di serie numero tre di questa edizione di Flushing Meadows).

E' un Federer più rilassato quello che si presenta in conferenza stampa dopo la vittoria, e che si proietta verso il prossimo turno, che lo vedrà sfidare il tedesco Philipp Kohlschreiber: "E' stato ovviamente piacevole andare sopra di due set - dice lo svizzero a proposito del match con Feliciano - anche per provare a cambiare un po' lo spartito...Mi sono sentito in maniera diversa oggi. Sto meglio, sono contento di aver avuto energia, perchè era questa la mia principale preoccupazione della vigilia. Dopo due match conclusi al quinto set c'era il rischio di sentirsi un po' lenti, di far fatica a carburare, di essere costretto a forzare il mio fisico e a stancarmi ulteriormente. Per fortuna non è successo, ho iniziato bene e il primo set è stato rapido. Il secondo più equilibrato, ho faticato a mantenere un buon livello al servizio, ma in alcune occasioni va bene anche affrontare momenti più difficili. Più a corrente alternata nel terzo, ma alla fine è andata bene, sono soddisfatto della mia prestazione: esattamente ciò di cui avevo bisogno entrando nella seconda settimana del torneo. Non sento la pressione dell'attesa della semifinale con Rafa: sinora questo è stato il torneo delle sorprese e capita di pensare che prima o poi anche tu possa andar fuori. Per diversi anni io e Rafa siamo stati vicini a incontrarci qui, senza mai riuscirci. Un anno ho avuto un match point contro Djokovic per incontrarlo in finale, quindi siamo stati a un solo punto di distanza. Questa settimana non sento necessariamente questo tipo di pressione. Vedremo, di certo nella parte bassa del tabellone ci sarà un nuovo finalista Slam, che è qualcosa di eccitante di per sè. Molti tra i i migliori giocatori al mondo non ci sono, ma il torneo rimane molto interessante, io sono felice di essere ancora in corsa. Rafa ha lottato alla sua maniera anche oggi, felice per lui: vedremo se riusciremo a incontrarci, sono curioso anch'io".

Federer torna poi a parlare della sua preparazione a questi US Open: "Avevo proprio bisogno di giocare, di mettere minuti nelle gambe e di trascorrere ore sul campo, per conoscere anche le nuove condizioni di gioco. Nel primo incontro temevo per la schiena, specialmente nel primo set, poi sono andato in difficoltà contro Youzhny a causa della preparazione. Ora mi fido di più dei miei movimenti. Il servizio e la testa ci sono, posso finalmente concentrarmi solo sul mio tennis, senza dover pensare al passato. Penso di aver fatto la cosa giusta preparandomi con calma la settimana scorsa: se avessi forzato, forse non avrei potuto giocare. Ora invece sono al quarto turno e le cose stanno migliorando. Sono entusiasta di aver vinto due incontri al quinto, anche se onestamente non sono stati lunghissimi. Sto giocando molto rapidamente, in buona forma anche al quinto, oggi avevo forza e mi sono sentito anche meglio. Ho trovato bei colpi nei momenti importanti". Lo svizzero si sofferma infine sullo stato dell'arte del tennis maschile, caratterizzato da un gioco da fondo campo sempre più esasperato: "I primi giocatori al mondo giocano sulla linea di fondo. Per me questo non è tennis d'attacco: lo è invece venire a rete e chiudere il punto con una volèe. Sì, molti giocatori si affacciano a rete, ma la maggior parte delle volte ci arrivano per giocare una facile volèe o una smash. Quando colpiscono da fondo campo, potrebbero chiudere il punto in avanti, ma non si fidano e rimangono dietro. Penso che tutto ciò non cambierà per molto tempo. E' un peccato, perchè è vero che ora rispondiamo tutti meglio, ma contestualmente serviamo ancora meglio. Se guardate la prima e la seconda di servizio, di media giungere a 125 miglia all'ora non è più un problema per nessuno. Un cambiamento è ancora possibile, ma non avverrà in fretta. Tutto parte dagli allenatori degli juniores: su un'ora di tennis, non credo che spendano venti minuti o mezz'ora sul gioco di volo. In questo modo non perfezionerai mai il tuo tennis a rete, e penserai che è meglio rimanere dietro a remare. E' più comodo, ma alcune volte perdi. Non è una gran tattica".