I pensieri di Federer

Lo svizzero analizza la sconfitta d'esordio. Haas coglie le naturali falle del campione elvetico.

Un amaro ritorno. Per un set, poco più, Federer corre, rapido ed elegante. Chirurgico con la prima, pronto di testa e braccio. Uno-due, Haas è in costante ritardo, preda delle soluzioni potenti e precise del campionissimo. Qualcosa si inceppa nella zona mediana del secondo parziale. Federer cede la battuta, non sfrutta le aperture di un Haas in crescita ma imperfetto. Il coraggio del tedesco annulla il disavanzo, affondo e difesa. Roger ricade in vecchi peccati, non ha, al rientro, il cinismo opportuno per mandare agli archivi la partita. Terzo set, un atteggiamento rivedibile. Pesante, Federer si muove con meno disinvoltura, paga dazio, non trova l'acuto per annullare la rottura. Cade. 

"È stato un tipico match su erba oggi. Gli scambi non sono stati molto lunghi e la partita si è decisa su pochi punti. Se non cogli le opportunità che hai come ho fatto io che ero sopra un set e un break, la colpa è solo tua e devi ammettere che lui è stato un po' migliore di te. È molto frustrante ma succede."

Lo svizzero, nel post partita, analizza il suo operato. Non mancano note di merito, cenni d'assenso a cancellare il normale disappunto per la sconfitta. Federer non cerca scusanti, sottolinea il passaggio a vuoto. Netta, tra i due, la differenza in alcuni snodi della partita. La sicurezza di Haas, gli interrogativi di Federer.

"Non è stato un brutto match in tutti gli aspetti. Ci sono stati senza dubbio alcuni buoni momenti, ma nei momenti clou non ho giocato come speravo, oppure quando ero avanti nel punteggio e sentivo che sarebbe andata via liscia. Ho fatto alcuni errori determinanti. Poi nel terzo set non ho giocato al livello che volevo, non sono riuscito a brekkarlo nemmeno una volta. Non era questo che mi aspettavo, perché speravo di darmi la miglior possiblità per vincere il torneo e non di perdere subito." 

​Il secondo step su erba è ad Halle, teatro di casa. Dal campo di allenamento alla partita, un cambio netto, repentino. Emerge un pizzico di affanno, fisico e mentale. Lungo il cammino che conduce a Wimbledon, lungo il percorso verso la gloria. Federer saluta, mestamente. Un campanello d'allarme, poco più. 

"Mi dà più tempo per Halle. È questo che penso vedendo il lato positivo. È da due settimane che mi sto allenando su erba ed è stato buono giocare di nuovo un match. È diverso rispetto a quando ti alleni, sei più stanco. Ma ci sono cose positive da prendere ed è comunque una buona preparazione in vista di Halle e Wimbledon."

Fonte dichiarazioni: Tennis World Italia