Atp Finals, Roger Federer tra delusione e soddisfazione

Il fuoriclasse svizzero condivide le sue impressioni dopo la sconfitta in semifinale con Goffin, al termine di una stagione straordinaria e all'alba di un'annata tutta da scoprire.

Atp Finals, Roger Federer tra delusione e soddisfazione
Roger Federer. Fonte: Atp World Tour/Twitter

La quinta sconfitta della stagione 2017 è stata probabilmente la più dolorosa per Roger Federer, fuoriclasse svizzero rinato a 36 anni, in grado di aggiudicarsi ben sette tornei negli ultimi dieci mesi, tra cui due titoli dello Slam (Melbourne e Wimbledon) e tre Masters 1000 (Indian Wells, Miami, Shanghai). Il k.o. in semifinale contro David Goffin alle Atp Finals è giunto infatti inatteso, contro un avversario sempre regolato in carriera, in una fase del torneo che lo vedeva grande favorito per la conquista di un nuovo titolo di Maestro. 

E invece Federer si è sciolto sul più bello, lasciando intravedere difficoltà fisiche del tutto comprensibili (lento negli spostamenti laterali) e un nervosismo con ogni probabilità consequenziale. A fine partita, i sentimenti del fuoriclasse elvetico oscillano tra la delusione per la sconfitta e la soddisfazione per un'annata irripetibile: "Dall'inizio del secondo set in poi - le sue parole al sito dell'Atp - è stato un match duro per me. Sono stato breakkato in apertura, poi ho avuto molteplici possibilità di rientrare nel set e di tenere la pressione alta, ma in quel momento le cose sono girate tutte nel verso di David. Ha cominciato a rispondere meglio, a giocare meglio da fondo campo, senza sbagliare più. Ha risposto molto meglio soprattutto sulla mia seconda di servizio, dopo quella svolta di inizio secondo set. Penso che oggi abbia vinto il miglior ribattitore, piuttosto che il miglior battitore, ma questo è stato un anno straordinario per me. Sono molto contento di aver giocato a questi livelli dall'inizio della stagione fino alla fine, fino a oggi direi. E' stata una grande annata, mi sono divertito nella sua evoluzione. Guardando avanti, ovviamente ora non avrò sei mesi a disposizione per preparare il 2018 come è successo lo scorso anno. Avrò dalla mia due o tre settimane, poco tempo insomma, ma è ciò che ho fatto per quindici anni, quindi so come gestire la preparazione. Sono molto sollevato per essere riuscito a chiudere comunque bene l'anno: è bello sapere di essere stato in grado di tornare e di recuperare fiducia. Ormai gli infortuni e il resto fanno parte del passato. Considerando come era andato il 2016, il 2017 è stato perfetto".

Cosa attendersi ora dalla prossima stagione, in cui Federer avrà molti punti da difendere, con Nadal numero uno e Djokovic e Murray (ma anche Wawrinka e altri di ritorno? Lo svizzero è consapevole che la prossima sarà un'annata molto diversa: "Tutti noi - Nole, Andy, Rafa e Stan, ndr - abbiamo dovuto prenderci un periodo di pausa. Ovviamente io non ho scelto di fermarmi lo scorso anno. Ogni tanto mi avete fatto passare per un genio, ma la realtà è che era necessario. Prendersi il proprio tempo, tornare, giocare bene: non funziona così. Ovviamente mi aspetto grandi cose da chi tornerà, gente che ha vinto titoli Slam e che è sempre stata al top del ranking Atp: non sarei sorpreso se questa pausa funzionasse per loro, così come ha funzionato per me e per Rafa. Anche se forse non torneranno subito alla grande sin dall'inizio del 2018. Spero comunque che anche giocatori come Kei Nishikori, Tomas Berdych e Milos Raonic trovino il modo per rientrare e per essere presenti in Australia: renderebbero praticamente epico il ritorno di così tanti giocatori. Con loro ci saranno i ragazzi che si sono messi in mostra qui alle Finals di Londra e che hanno disputato una grande stagione. Penso che possa essere un avvio di 2018 molto divertente, che sto già attendendo".