WTA, le pagelle delle azzurre: un anno da sogno per Pennetta e Vinci

Vavel ripercorre la stagione delle nostre giocatrici, dal trionfo pugliese a Flashing Meadows alla costanza dell'inesauribile Errani

WTA, le pagelle delle azzurre: un anno da sogno per Pennetta e Vinci
WTA, le pagelle delle azzurre: un anno da sogno per Pennetta e Vinci

Dopo l'analisi dei nostri rappresentanti del circuito ATP, è il momento di dare i voti alle ragazze che, come spesso e volentieri è capitato negli ultimi anni, ci hanno fatto sognare e ci hanno regalato le gioie più belle.

Pennetta: 10. Impossibile non partire da colei che ha realizzato la sorpresa più bella di questa stagione tennistica. Si perchè dopo un'annata tutt'altro che positiva, l'aver alzato al cielo il primo e unico Slam della carriera a Flushing Meadows, in una finale tutta italiana (anzi tutta pugliese) con l'amica di sempre Roberta Vinci, è stata la realizzazione del sogno di una vita, la fotografia più bella del 2015 tennistico azzurro. Chi non sognerebbe poi di annunciare il proprio ritiro dopo il trionfo più bello? Lo aveva già fatto Sampras (anche se indirettamente) nel 2002 sempre agli Us Open, lo ha ripetuto quest'anno Flavia: “this is the way I would say goodbye to tennis” detta con il nodo in gola, a sottolineare, dietro quel sorriso che conquista il circuito WTA, il sangue freddo di una campionessa, la consapevolezza di un momento tanto unico quanto forse irripetibile di una carriera ricca comunque di successi. La partecipazione al Masters di Singapore è un altro sogno che si realizza, così come l'ultimo incontro giocato contro la Sharapova è il giusto modo e il giusto palcoscenico per scrivere l'ultimo rigo del suo album dei ricordi da professionista. Grazie di tutto Flavia!

Vinci: 9,5. Altra stupenda storia di sport e di vita quella di Roberta in questo 2015. Anche per lei l'annata non era stata delle migliori, lontana dai picchi toccati gli anni precedenti e sfiduciata dai risultati stessi, era giunta lontano dalle prime posizioni che il suo braccio merita. Poi sono arrivati gli Us Open, un tabellone relativamente semplice grazie all'uscita di scena di molte big, con la possibilità concreta di raggiungere la prima semifinale Slam. Ma Robertina non si è fermata qui: proprio nel penultimo atto del torneo ha compiuto l'impresa sportiva dell'anno, fermando la corsa di Serena Williams a due partite dal Grande Slam e facendo scoprire al mondo intero non tanto il tennis elegante che la contraddistingue (già noto agli esperti), quanto il sorriso e la simpatia che hanno conquistato il pubblico ancora scioccato dell'Arthur Ashe nella splendida intervista post partita. Nella finale ha pagato un po' l'emozione nel derby con Flavia, resta comunque quell'abbraccio, indimenticabile per noi italiani, al centro del campo a fine partita. Al di là di questa straordinaria favola, c'è un finale di stagione vissuto sulle ali dell'entusiasmo con la semifinale a Wuhan, gli ottavi a Pechino e la semifinale al WTA Elite Trophy che possono essere un gran punto di partenza per il 2016.

Errani: 7. Stagione molto positiva per l'encomiabile Sara, condita dal ritorno alla conquista di un trofeo WTA a Rio de Janeiro, dai soliti quarti di finale al Roland Garros e dalla splendida prestazione in Davis nello spareggio contro gli Usa a Brindisi (dove ha sfiorato il successo su Serena Williams). L'unica pecca è forse la prematura uscita di scena agli Internazionali d'Italia, dove non è riuscita a ripetere la splendida cavalcata dello scorso anno che la portò sino in finale, ma resta comunque difficile criticare una tennista come la Errani che ancora una volta ha chiuso l'anno tra le prime venti al mondo e dopo una stagione in cui, comunque, ha fatto vittime illustri, come Azarenka in Canada, Kvitova a Beijing e la Radwanka a Stoccarda.

Giorgi: 5,5. Quando si parla di Camila, le correnti di pensiero sono sempre le stesse: chi pensa da un lato che questa tennista, per il talento che possiede, non possa accontentarsi di avere un gioco così monotematico e di conseguenza avere un ruolo da comprimaria nel circuito, chiudendo la stagione al numero 35 nel ranking, e chi dall'altro lato pensa che lei sia questo genere di tennista, da tutto o nulla, capace di battere la Sharapova come di perdere al primo turno con giocatrici molto meno dotate di lei, e non possa giocare in altri modi se non in questo. Onestamente, avvicinandomi più al primo punto di vista, non posso ritenere sufficiente la stagione della nativa di Macerata, nonostante sia arrivato il primo successo nel circuito WTA sull'erba di Hertogenbosch e di conseguenza il best ranking della posizione numero 31. Ma proprio per il mancato slancio che necessariamente doveva arrivare dopo questo successo e il primato poco invidiato nella classifica dei doppi falli, non si può considerare positiva la stagione di Camilla. Il 2016 sarà finalmente il momento della svolta? I 23 anni ancora lo consentirebbero, ma sono troppe le stagioni in cui purtroppo ci poniamo questa domanda, finendo sempre per rimandare tutto all'anno successivo.

Knapp: 6,5. Sufficienza piena per Karin invece, che ha dimostrato una buona condizione fisica soprattutto nella parte centrale dell'anno, conquistando il titolo a Norimberga e la finale a Bad Gastein. Purtroppo l'ennesimo infortunio della carriera, stavolta al ginocchio, ha costretto l'alto atesina a chiudere prematuramente la stagione nel mese di settembre e a sottoporsi ad un nuovo intervento chirurgico. Ad ogni modo l'aspettiamo nel 2016 per confermare la buonissima stagione appena conclusa. In bocca al lupo di pronta guarigione Karin!

Schiavone: 5. Fa un certo effetto vedere la leonessa partecipare ai tornei ITF alla ricerca dei punti necessari per partecipare ai prossimi Australian Open, con il preciso intento di battere il record di Slam consecutivi che adesso è in mano alla giapponese Sugiyama con 62 partecipazioni, ma che Francesca insegue ad una sola lunghezza. Purtroppo la sua stagione è avara di note positive, solo al Roland Garros, di cui è sempre bene ricordare che è stata campionessa nel 2010, ha tirato fuori la miglior prestazione dell'anno, giocando e vincendo una partita commovente contro l'amica Kuznetsova con il punteggio di 6-7 7-5 10-8 in 3 ore e 50 minuti di match vietati ai deboli di cuore, in cui le due giocatrici hanno rischiato seriamente di riscrivere delle pagine di record del tennis femminile.