La nuova vita di Bartoli: "Ora sto meglio, sarò a New York per la maratona"

La campionessa di Wimbledon 2013 si racconta ai microfoni della Gazzetta dello Sport. A Gennaio 2016 l'inizio della parabola discendente, il ricovero d'urgenza a Luglio in una clinica specializzata, qui la scoperta della cura in grado di sconfiggere il potente virus. Ora Marion volta pagina e si allena per l'imminente maratona di New York

La nuova vita di Bartoli: "Ora sto meglio, sarò a New York per la maratona"
Marion Bartoli con il trofeo di Wimbledon - Fonte:abcnews.go.com

Una giocatrice introspettiva, bella da vedere e mai - per nessun motivo - banale. La ricordiamo così la vincitrice di Wimbledon 2013, con la presa bimane sui colpi da fondo ed un servizio a dir poco curioso, senza contare il suo fisico robusto. Marion Bartoli resta uno spaccato importante nel tennis moderno, arrivata a toccare il cielo londinese un mese prima del suo ritiro dall'attività agonistica. Solo sulla cartà però, perchè la francese ha fatto dell'allenamento giornaliero uno stile di vita che porta avanti nella vita quotidiana. Questo fino al terribile virus contratto in Asia che le ha fatto perdere 30 chili tra Gennaio e Luglio dell'anno corrente. L'ex tennista poteva mangiare soltanto foglie d'insalata e cetrioli, lavarsi con acqua minerale ed utilizzare - con l'ausilio di appositi guanti - apparecchi elettronici per un massimo di 5 minuti, altrimenti incappava in pericolose tachicardie. Poi la cura e la risalita record che le ha fatto ritrovare sorriso e forza interiore. Adesso è pronta per mangiare pizza e correre a New York, come lei stessa racconta:

"Posso dire di sentirmi meglio, finalmente. Quando sono stata ricoverata credevo di non farcela, di non guarire ma la mia forza di volontà ha avuto la meglio, dovevo lottare per la mia vita. Non ho mai nascosto la mia malattia sui social, per questo una bella fetta di ringraziamenti va anche ai miei fan. Loro - con messaggi e dediche - hanno addolcito le mie cure e aiutato a superare questo grande ostacolo. Inizialmente ero ricoverata in clinica a Merano; lì hanno capito il tipo di malattia e mi sono ritrovata in un ospedale specializzato in malattie tropicali. La cura somministratami sta rispondendo estremamante bene, riesco a vedere la luce infondo al tunnel. Ho avuto tanta paura, ho sempre pensato che vincere Wimbledon fosse la cosa più difficile del mondo ma non avevo fatto i dovuti conti con questa malattia. Ero terrorizzata da tutto ciò, la notte mi addormentavo con la paura di non svegliarmi la mattina. Non sono del tutto guarità ma sono sulla buona strada. Spero di chiudere questo capitolo prima di fine anno, sarebbe il regalo di Natale più gradito"

"Ho trovato la forza in me stessa, ho reagito pensando a tutti quelli che mi vogliono bene e che mi sono stati vicino. Guardo al futuro ed a tutte le cose belle che mi riserverà. Ho commentato gli Us Open su Eurosport e sto creando la mia linea di abbigliamento che uscirà il prossimo anno. Quando ero in ospedale mi sono ripromessa che se fossi uscita da questa situazione, avrei fatto qualcosa di grande e magnfico. Ho scelto la maratona di New York, sono pronta a partire. Ho intenzione di farla tutta, grazie al mio personal tranier che sta adattando l'allenamento alla mia tenuta fisica. Inoltre, devo seguire una rigida dieta"

Marion Bartoli mentre si allena per la maratona di New York - Fonte: @bartoli_marion
Marion Bartoli mentre si allena per la maratona di New York - Fonte: @bartoli_marion

 "L'alimentazione che seguo adesso mi aiuta. Il virus si nutre di ciò che mangio quindi sono ancora poche le cose che posso ingerire. Continuo a sognarmi la pizza di notte, quando tornerò a mangiarla farò una festa. Essere un'ex atleta aiuta sotto il profilo muscolare ma sarà - soprattutto - una sfida mentale. La carriera da tennista non mi manca, in compenso mi manca il gioco del tennis. Gioco ancora qualche volta ma vorrei diventare un'ottima commentatrice sportiva e stilista. Ho disegnato per Fila e l'anno prossimo - come detto - uscirà Activebrand, la mia linea da donna. Il ritiro dopo la vittoria Slam? Una scelta giusta che rifarei subito. Il mio corpo non mi avrebbe consentito di fare di più. Amavo giocare sui campi importanti, sentivi l'adrenalina del pubblico che ti abbracciava. Ora - dopo la malattia - do ancora più valore alla salute, alla famiglia ed agli amici. Queste sono le mie priorità ed ho tanti progetti, la vita è bella!"