Manchester City, l'Etihad è già un luna park
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Manchester City, l'Etihad è già un luna park

6 goal allìHuddersfield ed una condizione fisica molto brillante: Pep Guardiola fa la voce grossa.

AlbertoZamboni
Alberto Zamboni

Tanti goal, bel gioco e la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che i campioni in carica non hanno alcuna intenzione di abdicare. Il Manchester City passeggia sull’Huddersfield rifilandogli 6 goal all’Etihad Stadium nella seconda giornata di Premier League. Gara subito facile grazie alla doppietta di Aguero e al goal di Gabriel Jesus in poco più di mezzora e la rete di Stankovic in chiusura di primo tempo non mette paura ai Citizens che dilagano nella ripresa con il gioiello su punizione di David Silva, il terzo centro del Kun e l’autogoal di Kongolo per completare la sestina vincente.

Tantissime indicazioni positive per Pep Guardiola, al netto del valore basso dell’avversario, a cominciare dalla condizione fisica di tutti i suoi elementi. Ovviamente la copertina se la prende Sergio Aguero: già decisivo in Community Shield con due reti, il Kun ne fa altri 3, uno più bello dell’altro. Per la verità il secondo è una gentile concessione del portiere dei Terriers Hamer, ma l’argentino apre e chiude con due magie, prima con un pallonetto di sinistro direttamente su assist di Ederson da rinvio, l’altra con un tocco al volo d’esterno destro su cross di Mendy; questa è la nona tripletta di Aguero in Premier e raggiunge Robbie Fowler, dietro al mito Alan Shearer, fermo a quota 11.

Uno dei punti cardine della squadra si sta rivelando Benjamin Mendy, come ha sottolineato Guardiola: il terzino francese, che ha dovuto saltare quasi tutta la scorsa stagione per un bruttissimo infortunio al ginocchio, è tornato in grandissima forma ed è sempre nel vivo del gioco; dai suoi piedi nascono 3 dei 6 goal totali ed i compagni spesso si affidano alla sua corsa ed al suo fisico straripante, proprio ciò che è mancato al City da quella parte. Gli occhi dei tifosi però erano tutti su David Silva: lo spagnolo ha presentato al suo popolo il figlio Mateo, costretto a mesi di ospedale e finalmente tornato a casa, con un capolavoro su punizione e la standing ovation di tutto lo stadio.

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