Sanremo - Le pagelle degli aspiranti Giovani (seconda parte)

Vavel Italia continua il suo viaggio attraverso le nuove proposte di Sanremo 2018. Ecco la seconda parte delle pagelle

Sanremo - Le pagelle degli aspiranti Giovani (seconda parte)
Il logo del Festival 2018 (twitter)

Prosegue la nostra analisi delle canzoni scelte nella penultima selezione di Sarà Sanremo. Dei 68 (69 contando il vincitore del Festival di Castrocaro) brani ne rimarranno solamente 12, che verranno ulteriormente scremati nella classica serata in diretta Rai 1 nel mese di Dicembre. Ecco la seconda parte delle nostre pagelle.

Giacomo Eva - Cuori di cera - voto 3. E' probabilmente uno dei testi più osceni che siano mai stati presentati negli ultimi anni di Sanremo Giovani. Lui prova a scimmiottare un po' i rapper commerciali nelle strofe e Giuliano dei Negramaro nel ritornello, dando vita ad una combo quasi inquietante. Richiediamo un docente esperto di letteratura per i versi: "Siamo zanzare e la vita è la pelle, pungiamo ogni giorno ed ogni secondo io e te fino in fondo".

GionnyScandal - Malpensa - voto 6. Si presenta come rapper e porta un pezzo che di rap ha ben poco: un pop-rap molto alla Nesli, e già quando è fatto da Nesli non è che sia proprio entusiasmante. C'è da dire però che ascoltandolo almeno lui dà l'idea di sapere come si scrive una canzone, oltre a portare uno dei pochi arrangiamenti fatti come si deve.

Giulia Casieri - Come stai - voto 5.5. Sembra un misto tra Baby K e Noemi. Canzone carina, testo nella norma, si poteva fare di più.

Hale - Meteora - voto 6.5. Ballata intima e intensa. Buona la ricerca melodica e non male il testo, anche ben interpretato. Non è un capolavoro ma si tratta sicuramente di un pezzo ben scritto. Candidato ad entrare nei 12

Hugolini - Babele - voto 6. Non è un capolavoro, ma almeno il suo ascolto riesce a destare l'ascoltatore dal sonno profondo sanremese, e questo basta per far fare al pezzo un'ottima figura.

I Desideri - Musica adesso - 6.5. Finalmente un po' di pop-rock come si deve. Testo e musica entrambi all'altezza, arrangiamento che "veste" bene il brano e valorizza i componenti della band. Unico neo è il rischio di assomigliare troppo ai La Rua per certi versi.

Iosonoaria - UnCerchio - voto 4.5. Non si sa dove voglia andare a parare. Testo banale, musica senza uno stile preciso e una linea da seguire. Non va.

Jasmine Furlotti - Un sogno è di più - voto 6. Ottima idea quella di sganciarsi dalla classica ballatona orchestrale con qualcosa di diverso. Il pezzo musicalmente è ottimo, testo un po' rivedibile, ma nel complesso è una buona canzone.

Jose Nunes - Parlami ancora - voto 5.5. Il brano è interessante, ma si perde in un arrangiamento troppo "compresso" che rende difficile persino la comprensione delle parole.

Junior V - Il temporale - voto 5. Pezzo mediocre. La strofa avrebbe anche qualche buono spunto ma si perde nel nulla di un ritornello banale sia per musica che per testo. Rime e versi troppo scontati in buona parte del brano.

Kaligola - Iperteso - voto 7. Torna a Sanremo due anni dopo la partecipazione, sempre tra i giovani, nella prima edizione targata Conti. Il ragazzo dimostra di essere cresciuto ulteriormente: flow nettamente migliorato rispetto al 2015, tanta maturità nel testo (ma quella c'era già anche prima) e una personalità artistica molto più formata. 

Karavans - La speranza è un alibi - voto 6.5. Un bel brano pop-rock. Non è un capolavoro, ma si sentono delle idee e sono ben sviluppate. L'impressione è che serva però qualcosa di più per andare oltre.

Loomy - Soldi e piombo - voto 5. I temi sono i soliti, affrontati con abbastanza retorica per fare bella figura sul palco più politically correct d'Europa. Il pezzo è poca roba, ma potrebbe piacere.

Loredana Daniele - Ed io rivivo - voto 5.5. Voce particolare ma interessante, anche il pezzo non è male (anche se il "tra ragione e sentimento" è ormai usato e strausato) ma quella batteria messa così nell'arrangiamento rovina praticamente tutto.

Lorenzo Baglioni - Il congiuntivo - voto 7.5.  Una lezione di grammatica in musica. C'è ironia e bravura, c'è voglia di non prendersi sul serio e allo stesso tempo di parlare di un tema (e di un problema) ben più comune di quanto sembri. Tutto questo pezzo in un pezzo scritto benissimo: chapeau.

Loris Iannamico - Coriandoli a terra - voto 6.5. Un bellissimo testo purtroppo non supportato da una musica all'altezza e con un'arrangiamento orribile. Peccato, poteva essere un gran pezzo.

Luchi - Gli amori della mente - voto 5. Qualche buona idea nel testo, ma per il resto è pochino per sperare in un successo. Voce carina ma ancora da plasmare.

Luigi Salvaggio - Si sogna una volta sola - voto 4.5. Lui ha una voce particolare a cui però il pezzo non rende giustizia. Musica già sentita, qualche bel verso nelle strofe rovinato da un ritornello banalissimo. Una canzone che lascia il tempo che trova.

Maria Faiola - Terra dei fuochi - voto 6 - L'uso di un tema così "particolare" come metafora per raccontare una storia d'amore potrebbe far storcere il naso a molti, così come a chi scrive. Resta però un bel pezzo, fresco e ben scritto. Uno di quei casi dove la ricerca dell'originalità a volte sfocia nell'esagerazione.

Mario D'Acunto - La mia fede - voto 5. Visto il tema e l'attacco sembra "La mia preghiera" di Pupo, con un non-ritornello che riprende la vincente "Un giorno mi dirai" degli Stadio. Tema importante (e perfetto per Sanremo, furbacchione...) trattato però in maniera abbastanza retorica e superficiale.

Mirkoeilcane - Stiamo tutti bene - voto 6.5. E' un pezzo da ascoltare chiudendo gli occhi e tornando indietro nel tempo. Musicalmente c'è un po' di già sentito e lo stile quasi "cantilenante" è a volte troppo forzato, rischiando di diventare fastidioso, ma è un ottimo testo che da valore al brano.

Mudimbi - Il mago - voto 5.5. Non riesce ad uscire dai soliti cliché del rap, è un discreto pezzo di genere ma nulla di più. C'è di meglio.

Nameless - Il tuo posto nel mondo - voto 4.5. Un testo che nella sua semplicità (e banalità) non sarebbe nemmeno malaccio, ma che poggiato una musica da sigla televisiva inizio anni 2000 diventa al limite dell'anacronistico. Difficile immaginarla all'Ariston.

Nicola Bueti - Oggi - voto 3. No.

Nicolas Bonazzi - Ali di carta - voto 7.5. Un racconto importante di una storia difficile. Quello del bullismo è un tema spesso affrontato con eccessiva retorica e voglia di cercare la commozione facile: qui c'è un'analisi seria della psicologia sia di chi subisce e sia chi commette violenza. Forse una delle migliori canzoni italiane su questo argomento. Musica sicuramente non orecchiabile (e non è un difetto, soprattutto in mezzo al marasma di pseudo-ballad tutte uguale) ma di ottima qualità, escludendo la rivedibile intro, unico vero neo di un pezzo che resta comunque molto bello.