Roma, Spalletti prima del Crotone: "Puntiamo al massimo. Se perdiamo punti a vincere sono Napoli e Juve"

Spalletti presenta il match di domani allo Scida contro il Crotone: "assente Totti per influenza, gli altri ci sono". E su Nainggolan: "sciacallo chi ha pubblicato il video".

Roma, Spalletti prima del Crotone: "Puntiamo al massimo. Se perdiamo punti a vincere sono Napoli e Juve"
youtube.com

Tra il Crotone e il tour de force. La Roma vola allo Scida obbligata a vincere contro i calabresi e oggi, nella consueta conferenza di vigilia, Spalletti ha preparato la gara ai microfoni della stampa romana. 

Prima di ogni cosa il punto sugli infortunati, con Florenzi che prosegue il suo lavoro di recupero e Totti influenzato. Il resto del gruppo sarà a disposizione del mister per la trasferta calabrese.

Torna a Roma anche Salah dopo le fatiche di Coppa d'Africa. Contro la Viola lo si è visto comodo in panchina, domani spazio da titolare, anche se "Dipende dalla partita. Poter cambiare è un vantaggio. Lo è anche giocare allo stesso modo, perché ti consente di lavorare sempre su certi concetti. Però bisogna essere pronti a fare qualcosa di diverso e a usare l'intelligenza dei calciatori".

La gara di andata contro il Crotone fu netta e senza appelli, ma guai a pensare che il match dello Scida sarà ugualmente semplice: “Con il Crotone non ha faticato solo la Juventus, anche altre squadre hanno sbloccato il risultato all'ultimo, tipo il Milan. Nicola è un allenatore che lavora bene, manda messaggi giusti alla squadra, l'ha tenuta viva. Dovremo essere una squadra forte, non dobbiamo pensare agli avversari ma sappiamo quello che va messo per vincere. Se noi perdiamo contro il Crotone, fanno risultato Juventus e Napoli. I nostri avversari hanno tutti gli stessi colori, azzurri e bianconeri, perché ci stanno avanti”.

Largo spazio al "caso Nainggolan", ovviamente. L'ormai celebre video del belga che si lascia andare ad offese contro la Juventus non impressiona più di tanto Spalletti, che minimizza le bischerate da giorno libero che sono venute fuori da un video manipolato da sciacalli. 

Nainggolan è un bravissimo ragazzo. La garra va insieme alla lealtà, questa è la sua immagine. Non due bischerate dette a due persone fuori dal bar. Anche a me è capitato di parlare con dei tifosi fuori Trigoria. La disponibilità di un ragazzo che si ferma a parlare con i tifosi. Queste cose non interessano a nessuno, interessano solo le sue parole. Dice due bischerate a due persone che si sono rivelate due sciacalli, tra l'altro non si vede l'inizio del video e sono loro a portarlo su quel discorso, della Juventus. È uno sciacallo chi usa queste cose in maniera distorta. Il ragazzo è pulito e voi lo sapete bene. Spesso è il migliore in campo perché fa una vita regolarissima, la fa meglio di tutti. Quella sera era una di quelle che concedo libere durante la settimana. Dipende dalle partite. Ognuno le consuma come vuole. Poi ci sono delle regole interne e parlano del rispetto fra di noi, lui è corretto come tutti. Radja trova l'equilibrio nell'andare forte sempre. C'è chi mangia pochino, beve pochino, da pochi baci. Altri invece corrono molto, mangiano molto, danno molti baci, e hanno il loro equilibrio lo stesso. Lui è di questi”, chiosa tra le risate della sala stampa il mister, che in poche righe smonta la tendenziosa ricostruzione di alcuni opinionisti nei confronti del centrocampista giallorosso.

Alla domanda indiretta sul rinnovo del contratto Spalletti prosegue nel ritornello di sempre, quello dei risultati: "Io devo meritare la Roma, noi dobbiamo dare un segnale al campionato e alle competizioni in cui stiamo. Roma è da preservare, non è un ambiente malfamato, e io qui voglio trasferire la mia ossessione di vincere. Io voglio trasferire quella paura dei nostri colori, la mentalità di chi vuole vincere".

Infine spazio al derby, finalmente in notturna dopo 4 lunghi anni di match pomeridiani: "E' una fiducia che ci danno e dobbiamo sfruttarla. Ho sentito Gabrielli e ha ragione, dobbiamo comportarci bene, fare le cose corrette per far venire sempre più gente. Io una volta ero con i calciatori ed esponevo le regole. Uno mi disse «Mister se vuole non mi faccia giocare ma io tengo il cellulare acceso finché mia moglie e i miei figli non sono seduti dentro lo stadio». Questo clima di tensione fuori lo è anche per i calciatori, che non fanno venire le mogli per paura. E questo era il capitano della squadra. Non ci deve essere quel clima di terrore. Si deve alzare il livello di sentimento per il divertimento. I calciatori sono coinvolti". La soluzione è alla portata: Stadi nuovi per le famiglie. Dove sono più bravi, bisogna saper imparare”.